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VIII – Le figlie di Re Eretteo e Prassitea

VIII – Le figlie di Re Eretteo e Prassitea

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Procri con le sorelle quando Cefalo la uccide – Willem Verschoor

È ritenuto generalmente che il Re di Atene Eretteo ebbe dalla sua sposa najade Prassitea 4 figlie come confermano Apollodoro e Igino:

Eretteo pòi sposò Prassitea, nata di Frésimo e di Diogeneà, figlia di Cefiso, la quale gli diede di maschi Cecrope, Pandoro, e Mezione; e di femmine Procri, Creusa, Ctonia, Orizia, che poi dicesi essere stata rapita da Borea. Bute prese Ctonia in moglie; Xuto Creusa, e Cefalo, figlio di Deioneo, prese Procri[1]

Eretteo, figlio di Pandione, ebbe quattro figlie[2]”.

Procri con Cefalo – Louis de Boulogne il giovane

A queste quattro si aggiungono anche altre due (Protogonia e Pandora) dalla Suda e la settima (Ozionia) citata da Graves:

  1. (Protogonia/Protogenia) – presente solo nella Suda [3a] e anche per Graves[3b] e Grimal[3c]
  2. Procri sposa di Cefalo – presente in tutte le fonti
  3. Creusa sposa di Suto/Xuto – presente in tutte le fonti
  4. Ctonia sposa di Bute fratello di Eretteo – presente in tutte le fonti
  5. Orizia rapita e/o sposa di Borea – presente in tutte le fonti
  6. (Pandora) – presente solo nella Suda[4]
  7. (Ozionia) – nominata solo da Graves[5]
Orizia rapita da Borea – Sebastiano del Piombo affresco alla Farnesina

Di queste figlie, che vedremo poi una per una, oltre ad essere state date in sposa o concupite (ad es. Orizia da Borea), si narra della loro vicenda a proposito della guerra tra Atene ed Eleusi.

Eretteo vs Eumolpo

In questo frangente la situazione precipitò quando ad Eleusi si alleò Eumolpo, ritenuto un figlio di Poseidone, accompagnato da una terribile orda di Traci – che per Atene erano dei veri e propri selvaggi.

In quel tempo Eumolpo, figlio di Nettuno, fece guerra ad Atene perché affermava che l’Attica era un possesso paterno[6]”.

A questo punto Re Eretteo, fortemente preoccupato, chiese un consiglio all’oracolo di Delfi che gli rispose di sacrificare la figlia minore (Ctonia per Igino) per salvare Atene e vincere su Eleusi:

Eretteo volendo sapere se gli Ateniesi fossero per avere vittoria, consultò l’oracolo, e n’ebbe risposta, che la vittoria sarebbe stata per loro, quando egli avesse scannata una delle sue figlie.”[7] 

Un oracolo a Delfi con la Pizia

Qui però nasce la tragedia nella tragedia perché tutte le sorelle avevano fatto in precedenza un patto di solidarietà nel caso qualcuna avesse subito una morte violenta e perciò tutte (o quasi) si suicidarono:

Eretteo, figlio di Pandione, ebbe quattro figlie che giurarono reciprocamente di darsi la morte se una di loro fosse venuta a mancare. Così la figlia Ctonia fu immolata e le altre, secondo gli accordi che avevano presi, si suicidarono[8]”.

Egli immolò la più giovine; e le altre si scannarono da sé medesime: perciochè, come alcuni attestano, aveano insieme deliberato di così uccidersi.”[9]

Eretteo, figlio di Pandione, uccise Ctonia per lo stesso motivo; le sorelle della vittima si suicidarono.[10]

Sacrificio della figlia del re – Sacrificio di Ifigenia

A questo punto, dopo il sacrificio, Atene vinse su Eleusi, Eretteo uccise anche il figlio di Eumolpo o il suo comandante Immarado, ma lo stesso Eretteo morirà in battaglia o per mano di Poseidone:

Fra gli Eponimi è ancora Eretteo, che vinse in battaglia gli Eleusinj, ed uccise il loro Capitano Immarado di Eumolpo.”[11]

Venutosi poi al fatto d’armi, Eretteo uccise Eumolpo: per lo che Nettunno distrusse Eretteo e tutta la sua casa.”[12]

Per Igino fu Poseidone a volere sia il sacrificio delle ragazze che la morte di Eretteo:

“Quando costui (Eumolpo ndr) fu sconfitto insieme al suo esercito e rimase ucciso, Nettuno, perché Eretteo non avesse a compiacersi della morte di suo figlio, volle che una sua figlia gli fosse sacrificata. Così la figlia Ctonia fu immolata e le altre, secondo gli accordi che avevano presi, si suicidarono, mentre lo stesso Eretteo per richiesta di Nettuno venne fulminato da Giove[13]”.

Carle van Loo – Poseidone

 

Le altre figlie di Eretteo:

In base alla Suda, le figlie di Eretteo sono 6 e alle quattro precedenti ne aggiunge due, Protogonia e Pandora, mentre Graves aggiunge anche Ozionia:

“Vergini: Così venivano chiamate e onorate le figlie di Eretteo; [erano] sei in numero. La più vecchia [era] Protogenia, la seconda Pandora, la terza Procri, la quarta Creusa, la quinta Orizia, la sesta Ctonia. Di loro Protogenia e Pandora si dice si siano offerte in sacrificio per salvare la patria quando giunse un esercito dalla Beozia. Furono sacrificate in una collina [πάγος] chiamata Giacinto […]. Da qui furono anche chiamate le Vergini Giacintidi[14].

Per Graves queste tre (Protogonia, Pandora e Ozionia) rappresentano la triplice dea e proprio loro vanno in sacrificio rispettando l’antico voto che espressero in caso di morte violenta di una di loro tre[15].

 

 

[1] Apollodoro, Biblioteca, III, 15, 1 ss.

[2] Igino, Favole alla voce “Eretteo”

[3a] SUDA, Suda On Line project https://topostext.org/work/240, The Aikaterini Laskaridis Foundation sub voce Parthenoi § pi.668

[3b] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015 47,b;

[3c] Enciclopedia dei Miti, Pierre Grimal (a cura di C. Cordié), Garzanti,1992

[4] SUDA, Ibid

[5] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015 47,b; 47,d

[6] Igino ibid.

[7] Apollodoro, Ibid III 15 4

[8] Igino Favole alla voce “Eretteo”

[9] Apollodoro Biblioteca III 15 4

[10] Igino, Favole in “coloro che uccisero le proprie figlie”

[11] Pausania, Viaggio in Grecia I 5 2

[12] Apollodoro, Ibid. III 15 4

[13] Igino, Ibid. alla voce “Eretteo”

[14] SUDA, Suda On Line project https://topostext.org/work/240, The Aikaterini Laskaridis Foundation sub voce Parthenoi § pi.668

[15] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015, 47,d

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