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VIII F – Pandora la misteriosa figlia di Eretteo o degli dei

VIII F – Pandora la misteriosa figlia di Eretteo o degli dei

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PANDORA

Pandora – Jules Joseph Lefebvre 1882

Πανδώρα[1]: πᾶς , “tutto” + δῶρον , “dono” =

  1. colei che ha tutti i doni[2] – da parte degli dei visto che “tutti gli dei le fecero un dono[3]” in particolare: “Pandora, perché tutti quelli che abitano le olimpie dimore diedero con lei, in dono, il dolore agli uomini che mangiano il pane”.
  2. colei che tutto dona[4] detto di Gaia – “allora bisogna prima di tutto immolare a Pandora un montone dal bianco vello[5]”, di Zeus “Ah! Zeus, benefattore universale[6]” e del Destino, Αἶσα[7]
Pandora – John Gibson at Victoria and Albert Museum

Premetto che su Pandora farò un altro articolo a parte e qui mi soffermerò solo sulle varie Pandora e nello specifico alla figlia del re Eretteo e al suo legame con Atene considerando però anche l’altra Pandora, quella creata dagli dei e donata agli uomini, precisamente ad Epimeteo, con cui ebbe Pirra, la donna che con Deucalione si salvò dal Diluvio.

Posso dunque dire che tendenzialmente oltre alle indiscusse e riconosciute da tutti 4 figlie di Eretteo e Prassitea – cioè Procri, Orizia, Ctonia e Creusa – ci sono anche Protogonia (o detta anche Protogenia), Pandora e Ozionia che sono considerate talvolta come le altre figlie del Re di Atene Eretteo che a questo punto avrebbe 7 figlie dalla najade Prassitea.

Se Protogonia/Protogenia e Pandora sono citate in quanto tali solo nella Suda[8], la settima, Ozionia, è citata però solo da Graves[9].

“Vergini (Παρθενοι): Così venivano chiamate e onorate le figlie di Eretteo; [erano] sei in numero. La più vecchia [era] Protogenia, la seconda Pandora, la terza Procri, la quarta Creusa, la quinta Orizia, la sesta Ctonia. Di loro Protogenia e Pandora si dice si siano offerte in sacrificio per salvare la patria quando giunse un esercito dalla Beozia. Furono sacrificate in una collina [πάγος] chiamata Giacinto […]. Da qui furono anche chiamate le Vergini Giacintidi[10].”

Di queste 6-7 figlie, anche se quattro sono sicuramente andate in sposa, è certo che una o alcune di loro – in virtù di un patto di solidarietà tra sorelle – siano state sacrificate per il responso di un oracolo perché Atene vincesse la guerra contro Eleusi.

In genere gli storici e gli autori citati dicono che fu condannata la più giovane – per Igino era Ctonia – e che altre la seguirono[11], mentre nella Suda si dice si fossero sacrificate solo Protogonia e Pandora[12].

Sacrificio della figlia del re – Sacrificio di Ifigenia

 

  1. PANDORA – la figlia di Eretteo e Prassitea

Tra i figli di Eretteo e Prassitea a volte vi è sia Pandoro (“Eretteo sposò Prassitea figlia di Frasimo e di Diogenia figlia di Cefiso, ed ebbe tre maschi, Cecrope, Pandoro e Mezione[13]”) che Pandora.

Pandora è legata ad Atene, ad Atena e alla stirpe di Eretteo perché nella statua di Atena nel Partenone c’è proprio Pandora:

“La statua di Minerva sta ritta in piedi con una veste talare, nel petto poi si vede incastrata la testa di Medusa di avorio ed una vittoria di quattro cubiti. Nella mano tiene una lancia e presso ai piedi da un lato le giace lo scudo, dalla parte dell’asta poi havvi il dragone, che sembra rappresentare Erittonio. Sulla base della statua è espressa la nascita di Pandora. Esiodo, ed altri cantarono, che Pandora fu la prima donna e che prima della sua nascita non vi era ancora il sesso femminile[14].

Statua di Atena Parthenos – ricostruzione originale di Fidia in Tennesse Nashville Usa

Detto questo stiamo parlando di Pandora perché in quanto figlia di Eretteo nella già citata Suda, cosa che anche Graves conferma, pare che fu proprio lei insieme a Protogonia a recarsi all’altare sacrificale per salvare la comunità:

“Di loro Protogenia e Pandora si dice si siano offerte in sacrificio per salvare la patria quando giunse un esercito dalla Beozia. Furono sacrificate in una collina [πάγος] chiamata Giacinto […]. Da qui furono anche chiamate le Vergini Giacintidi[15].”

E Graves:

“Da sua moglie Prassitea, Eretteo ebbe […] anche sette figlie; Protogonia, Pandora, Procri (moglie di Cefalo), Creusa, Orizia, Ctonia (che sposò suo zio Bute) e Ozionia, la più giovane[16].

Gli Ateniesi ne furono molto allarmati e un oracolo consigliò a Eretteo di sacrificare la figlia più giovane, Ozionia, se voleva sperare nella vittoria. Ozionia si lasciò guidare all’altare del sacrificio dove le sue sorelle Protogonia e Pandora si uccisero, avendo un tempo fatto voto che se una di loro fosse morta di morte violenta, le altre sarebbero morte accanto a lei.[17]

Il dono di Pandora ad Epimeteo – Paolo Farinati (1524 – 1606)

2) Pandora la donna creata dagli dei, Madre di Pirra e sposa di Epimeteo

C’è un’altra Pandora – in qualche modo legata ad Atene – perché si ritiene fosse stata creata dagli dei e data in sposa ad Epimeteo, diventando la madre di Pirra moglie di Deucalione, coppia che si salverà dal Diluvio e che darà un re ad Atene e cioè Anfizione:

Prometeo ebbe un figlio, Deucalione. Costui, che regnava sul territorio di Ftia, sposa Pirra, figlia di Epimeteo e di Pandora, la prima donna plasmata dagli dei.[18]

Pandora inoltre è stata creata da Efesto proprio come uno dei più importanti re di Atene, Erittonio. Questa donna, creata dagli dei e donata come dono agli umani sarà sposa di Epimeteo e madre di Pirra:

Prometeo, figlio di Giapeto, plasmò per primo gli uomini dal fango; poi Vulcano, per comando di Giove, fece col fango una forma di donna alla quale Minerva infuse l’anima mentre gli altri Dèi le diedero ciascuno un dono: per questo fu chiamata Pandora. Essa fu data in matrimonio a Epimeteo, fratello di Prometeo; da loro nacque Pirra che si dice sia stata la prima donna mortale.[19]

Prometeo ed Epimeteo prima di Pandora – Hermann Julius Schlösser

Subito con la terra plasmò il nobile Zoppo/un’apparenza somigliante a vereconda vergine, secondo i voleri del Cronide;/la cinse e ornò la dea glaucopide Atena,/e attorno a lei le dee Cariti e l’augusta Peitò/aurei monili posero a ornate il suo corpo, e attorno/le Ore dalle belle chiome l’incoronarono di primaverili fiori;/ed ogni ornamento al suo corpo aggiustò Pallade Atena;/nel suo petto il messaggero Argifonte/menzogne, parole ingannevoli e carattere accorto/apprestò secondo i voleri di Zeus che pesante risuona; in lei voce pose l’araldo degli e chiamò questa donna/ Pandora, perché tutti quelli che abitano le olimpie dimore/diedero con lei, in dono, il dolore agli uomini che mangiano il pane./E dopo che l’inganno arduo e irrimediabile ebbe realizzato,/ad Epimeteo il padre inviò l’inclito Argifonte,/rapido messaggero dei numi, il dono recante?: né Epimeteo/ pensò, come gli disse Prometeo, di mai alcun dono accettare da Zeus olimpio, ma di rimandarlo al mittente, perché non ne venisse male ai mortali. Dunque avendolo accolto, quando già il malanno pativa, comprese./ Prima infatti vivevano sulla terra le schiere degli umani lontani e distanti dai mali, esenti dalla penosa fatica,/ e dai morbi dolorosi che agli uomini apportano le Chere di morte./ [Tosto infatti i mortali invecchiano nella sventura.][20]

 

[1] Dizionario Etimologico della Mitologia Greca (DEMGOL), 2013, dir. da Ezio Pellizer

[2] Dizionario Etimologico della Mitologia Greca (DEMGOL), 2013, dir. da Ezio Pellizer

[3] Esiodo, Tutte le Opere, trad di Cassanmagnago, Bompiani, 2009, Le Opere e i Giorni 80-82

[4] Dizionario Etimologico della Mitologia Greca (DEMGOL), 2013, dir. da Ezio Pellizer

[5] Aristofane, Commedie, trad. di B. Marzullo, Newton Compton, 2012, Uccelli 971

[6] Cleante, Inno a Zeus 32

[7] Bacchyl. Fr. 24, 5 Sn.-M.

[8] SUDA, Suda On Line project https://topostext.org/work/240, The Aikaterini Laskaridis Foundation sub voce Parthenoi § pi.668

[9] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015 47,b; 47,d

[10] SUDA, ibid.

[11] Igino, Favole alla voce “Eretteo”

[12] SUDA, ibid.

[13] Apollodoro, Biblioteca, trad. Maria Grazia Ciani, Valla-Mondadori, 1996, III 15 1

[14] Pausania, Viaggio in Grecia, trad. di A. Nibby, 1817, I 24 6

[15] SUDA, ibid.

[16] Graves Ibid. 47 b

[17] Graves Ibid. 47,d

[18] Apollodoro Ibid. I 7 1

[19] Igino alla voce “Pandora”

[20] Esiodo, Tutte le Opere, trad di Cassanmagnago, Bompiani, 2009, Le Opere e i Giorni 70 – 94

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