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VIII D – Orizia sposa del dio del Vento Borea

VIII D – Orizia sposa del dio del Vento Borea

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ORIZIA – Ὠρεί θυια
Il volo di Borea con Orizia – Charles William Mitchell (1854-1903)

ORIZIA: è la figlia del famoso re di Atene Eretteo e di Prassitea.

  1. Ὠρεί θυια = ὄρος -“montagna” + θύω – “slanciarsi con furore” = “onda che spumeggia, rumoreggia in montagna”- versione di Wörner (in Roscher, Myth. Lex. III col. 948) e von Kamptz (Homerische Personennamen, p. 122)[1]
  2. Ὠρεί θυια = “turbinare” – derivato pelasgico dell’indoeuropeo *ueit – versione di Carnoy (DEMGR)
  3. Ὠρεί θυια = «colei che infuria sul monte[2]» versione di Graves

Orizia è legata a Borea che la rapì e la portò, volando, in Tracia.

L’antica Tracia nei confini moderni

Infatti Borea, detto anche Aquilone (Ovidio: “I Traci rapirono a nome di Aquilone la figlia di Eretteo, eppure la costa tracia fu al sicuro dalla guerra[3]”), è il dio del Vento del Nord ed è noto per essere figlio di Astreo e di Eos e “fratello dei Venti dell’Est e dell’Ovest[4]” cioè Noto e Zefiro.

Borea

In generale Borea, come suggerisce il termine «boreale», è un vento che spira da nord (precisamente nord-nord-est) e “soffia in inverno dalle pendici dell’Emo (il monte) e dallo Strimone e, quando la primavera esplode con i suoi fiori, pare che egli abbia fecondato l’intera terra d’Attica[5].

Borea, come descrisse Pausania guardando il bassorilievo dell’Arca di Cipselo, veniva rappresentato come un umano che “ha in luogo di piedi code di serpenti[6]”.

Borea insegue Orizia

Borea aveva da tempo desiderato Orizia, figlia di Eretteo re di Atene, ma il padre prendeva tempo e non gliela concedeva a causa della cattiva nomea dei Traci considerati dei barbari dagli ateniesi e soprattutto perchè questa nomea fu confermata dal trace Tereo che sposò, tradì e torturò Procne e Filomela, figlie dell’eretteide Pandione I, altro re di Atene.

Il Re trace Tereo quando violò la principessa Filomela

Così Borea, stanco dell’attesa agì d’impeto rapendola:

il dio Borea, invece, essendo di Tracia, per colpa di Tereo/dovette attendere a lungo prima di avere l’amata Oritìa,/ almeno finché la chiese usando preghiere in luogo della forza./Ma visto che nulla otteneva con le blandizie, stravolto d’ira,/come fin troppo spesso è naturale a Borea, a questo vento:/”Ben mi sta!” disse. “Perché mai ho rinnegato le mie armi,/la violenza, l’impeto, l’ira, il pungolo delle minacce,/e sono ricorso alle preghiere, una prassi che non mi si addice?/Virtù mia è la forza: con la forza scaccio le nubi che incombono,/con la forza sconvolgo il mare e abbatto le querce nodose,/rendo ghiaccio la neve e tempesto di grandine la terra./E ancora, quando nel cielo aperto (l’arena mia è quella)/sorprendo i miei fratelli, li affronto con tale furia,/che tutto l’etere intorno rintrona ai nostri scontri/e dal cuore delle nubi saettando guizzano i fulmini./Ancora, quando m’infilo nelle fessure della terra/e infuriato inarco il dorso contro la volta delle sue caverne,/terrorizzo coi miei sussulti i morti e il mondo intero./Con questi mezzi dovevo cercare di sposarla! Con i fatti,/non con le preghiere dovevo farmi suocero Eretteo![7].”

Perciò Borea “agitò le ali, e a quel battito tutta la terra/fu percorsa dal vento e la distesa del mare ne fu sconvolta./Trascinando il suo mantello di polvere sulla cima dei monti,/l’innamorato spazzò il suolo e, nascosto dalla caligine,/abbracciò Oritìa, tremante di paura, con le sue ali fulve[8]”.

Borea rapisce Orizia

Fu così che Orizia “fu rapita da Borea[9]” ma con qualche variante di luogo e di modo a seconda della versione:

  1. Borea rapì Orizia mentre danzava presso il fiume Ilisso insieme alla madre Prassitea, la prese e la portò via in un picco roccioso vicino al fiume Ergine e la violentò (secondo Graves insieme alla madre Prassitea[10]).

    Il fiume Ilisso ad Atene

Orizia giocava sulle rive del fiume Ilisso quando Borea la rapì e si uni a lei[11].”

“I due figli di Borea, che partorì a Borea un tempo l’Erettide Orizia, ai remoti confini della gelida Tracia; qui l’aveva portata il trace Borea, strappandola via dalla terra di Cecrope, dove vicino all’Ilisso compiva volute di danza; la portò via di là, e nel luogo che chiamano Roccia di Sarpedonte, vicino alle correnti del fiume Ergino, la possedette, avvolta tutta da nuvole oscure.[12]

“L’Ilisso è quello stesso fiume sulle cui rive dicono, che mentre Orizia giuocava fu rapita dal vento Borea, il quale ne divenne marito; onde poi Borea difendendo gli Ateniesi per la parentela con loro contratta mandò in perdizione una gran parte delle galee de’barbari[13].

Si lascino dunque in disparte costoro: nè prestiam fede a Sofocle dove in una sua tragedia favoleggiando di Orizia asserisce che, rapita da Borea» fu portata da quello a traverso di tutto il mare sino alle estremità della terra, alle sorgenti della notte, d’ onde si scopre tutta l’ampiezza del cielo e l’antico giardino di Febo.» Perocché queste cose non fanno al presente nostro’ proposito; e però vogliam tralasciarle siccome già fece Socrate nel Fedro.[14]

  1. Borea rapì Orizia durante la processione delle Tesmoforie che dalla base dell’Acropoli sale su sino al tempio di Atena Polias, mentre Orizia reggeva un cesto di primizie, Borea la prese con le sue ali senza che nessuno se ne accorgesse[15].

    Mentre Borea rapisce Orizia, una sorella cerca di salvarla

In ogni caso Borea portò Orizia in Tracia e “non pose fine alla sua corsa sfrenata nello spazio,/se non quando ebbe raggiunto la gente e le città dei Cìconi./Lì, l’ateniese Oritìa divenne moglie del gelido signore,/e madre[16].”.

Dunque Orizia nella città dei Ciconi divenne moglie di Borea ed ebbe due gemelli maschi e due figlie femmine detti i Boreadi:

“(Orizia) genera due figlie, Cleopatra e Chione, e due figli alati, Zete e Calais;[17].”

Calais e Zete guidati da Borea e Orizia
  1. Calais/Calaide – gemello di Zete, è uno degli Argonauti e libera Fineo, il profeta cieco dalle arpie[18]
  2. Zete – gemello di Calaide, anche lui è uno degli Argonauti

 “Giunsero poi Zete e Calais, i due figli di Borea che partorì a Borea un tempo l’Erettide Orizia […]. Levandosi, entrambi scuotevano alle tempie ed ai piedi, dall’una parte e dall’altra, grande stupore a vedersi, ali nere lucenti di scaglie dorate, e sul dorso, dalla cima del capo e da ambo i lati del collo, s’agitavano ai soffi del vento le nere splendide chiome.[19]

“(Orizia) partorì due gemelli, che in tutto/assomigliavano a lei, se si escludono le ali, dote del padre./Queste però, si racconta, non nacquero con loro:/finché sotto la rossa chioma non spuntò loro la barba,/Càlai e Zete, i due fanciulli, furono implumi./Poi, come negli uccelli, penne e ali cominciarono a fasciare/i loro fianchi e le guance ad assumere riflessi biondi[20]

Zete e Calaide, figli del vento Aquilone e di Orizia, figlia di Eretteo; si dice che avessero la testa e i piedi forniti di ali e i capelli azzurri, e sfrecciassero nellaria[21]”.

Vidi poi la doppia, bella progenie di Borea, che aveva partorito la nobile Orizia, figlia dell’illustre Eretteo, unitasi in amore al dio lungo il corso dell’Ilisso; questi, Zete e Calai, volavano con ali sotto alle orecchie, simili nel corpo agli immortali.[22]

  1. Chione – figlia femmina che generò Eumolpo con Poseidone

Chione si unisce a Poseidone. Di nascosto dal padre dà alla luce Eumolpo, ma, per non essere scoperta, lo getta in mare[23].”

  1. Cleopatra – seconda figlia femmina che sposò re Fineo

 “Allora, comunque, quando cessò la tempesta, I condottieri discesero a terra in Tracia, nel paese su cui regnava Fineo, e si imbatterono in due giovinetti, che per punizione erano stati gettati in una fossa, dove ricevevano continui colpi di frusta. Costoro erano figli di Fineo e Cleopatra, che affermano fosse stata generata da Orizia, la figlia di Eretteo, e da Borea[24]”.

Fineo sposò Cleopatra ed ebbe da lei Plessippo e Pandione. Avuti questi figli da Cleopatra, Fineo sposa Idea figlia di Dardano; lei accusa falsamente i figliastri di averle usato violenza, Fineo le crede e li fa accecare. Gli Argonauti insieme con Borea Io puniscono quando sbarcano nella sua terra.[25]

Borea e Orizia – Peter Paul Rubens

Gli Ateniesi invocarono Borea ed Orizia per aiutarli contro la flotta dei persiani e di Serse che fu affondata da un uragano tremendo e infatti gli eressero un tempio:

Un uragano distrusse la flotta persiana

“L’uragano fu di una violenza straordinaria. Secondo una versione, gli Ateniesi avevano invocato, per suggerimento di un oracolo, Borea; perché era giunto loro un altro responso: di invocare in aiuto il loro parente. E, secondo la tradizione degli Elleni, avrebbe Borea sposato una donna attica, Oritia figlia di Eretteo. Secondo la voce che corre, gli Ateniesi congetturarono da questa parentela che Borea fosse loro genero; e come si accorsero, stando in guardia a Calcide di Eubea, che la tempesta aumentava – o anche prima – sacrificarono, e invocarono Borea e Oritia che li aiutassero, distruggendo le navi dei Barbari, come avevano fatto prima verso l’Athos. Ma non saprei dire se per questa ragione sia Borea piombato sui Barbari alla rada: benché gli Ateniesi asseriscano che Borea abbia, allora come prima, agito così per soccorrerli. E gli eressero al ritorno un santuario lungo l’Ilisso.[26]

Platone e Fedro

Infine, addirittura Platone, e in un famosissimo stralcio, parla di Borea ed Orizia:

Fedro: Dimmi, Socrate: non è proprio di qui, da qualche punto dell’Ilisso, che si racconta che Borea rapì Orizia?

Socrate: Lo si racconta, infatti.

Fedro: Dunque fu rapita di qui? Questi rivi d’acqua sembrano davvero piacevoli, puri e cristallini, fatti apposta perché le fanciulle vi giochino accanto.

Socrate: No, non di qui, ma circa due o tre stadi più giù, dove si attraversa il fiume per raggiungere il tempio di Agra e proprio dove si trova un altare di Borea.

Fedro: Non ci avevo mai pensato. Ma dimmi, per Zeus, tu, Socrate, credi che questo mito sia veritiero?

Socrate: Se non ci credessi, come fanno i sapienti, non ci sarebbe nulla di strano. Poi con abilità sofistica potrei dire che un soffio di Borea fece precipitare Orizia giù dalle rocce vicine mentre giocava con Farmacia, e che appunto a causa di questa morte si disse che essa era stata rapita da Borea (o dall’Areopago; infatti si racconta anche questa leggenda, che Orizia fu rapita di là, non di qua). Ma io, o Fedro, anche se per certi aspetti ritengo piacevoli tali interpretazioni, le reputo adatte a un uomo troppo ingegnoso, laborioso e niente affatto fortunato, se non altro perché sarà costretto, dopo ciò, a normalizzare la forma degli Ippocentauri e poi pure quella della Chimera e lo sommergerà una analoga folla di Gorgoni e Pegasi12 e una massa di altri esseri assurdi, strani e mostruosi. Se poi qualcuno, non credendo a questi esseri, li ricondurrà tutti al verosimile servendosi di una sapienza rustica, costui avrà bisogno di molto tempo. Io, invece, non ho affatto tempo per questo genere di indagini e il motivo, mio caro, è questo: non sono ancora in grado di conoscere me stesso come prescrive l’iscrizione delfica. Mi sembra perciò ridicolo, finché ignoro ancora ciò, prendere in considerazione problemi che mi sono estranei. Perciò, messe da parte queste questioni, mi attengo a ciò che si tramanda intorno ad esse e, come dicevo poc’anzi, esamino non queste, ma me stesso, per scoprire se per caso io sia una fiera più complicata e più fumosa di Tifone, o se io sia un animale più mansueto e più semplice, partecipe per natura di una sorte divina e senza il fumo di Tifone. A proposito, amico mio, non era questo l’albero al quale ci guidavi?[27]

 

2) ORIZIA: Una seconda Orizia è una ninfa nereide citata anche nell’Iliade:

la circondarono tutte le dee figlie di Nereo, che erano nell’abisso marino: c’erano Glauce, Talia, Cimodoce, Nesea, Spio, Toe, ed Alia dagli occhi grandi, Cimotoe, Actea e Limnorea, Melite, Iera, Agave ed Anfitoe, Doto, Prato, Ferusa e Dinamene, Dessamene, Anfinome e Callianira, Doride, Panope, e Galatea gloriosa, Nemerte, Apseude, e Callianassa, e c’era anche Climene, Ianira e  Ianassa, Mera, Orizia, Amazia dai bei capelli, e le altre figlie di Nereo che erano nell’ abisso marino.[28]

Da Nereo e Doride le cinquanta Nereidi: Glauce, Talia, Cimodoce, Nesea, Speio, Toe, Cimotoe, Attea, Limnoreia, Melite, Iera, Anfitoe, Agave, Doto, Proto, Ferusa, Dinamene, Dessamene, Anfinome, Callianassa, Doride, Panope, Galatea, Nemerte, Apseude, Climene, Ianira, Panopea, Ianassa, Mera, Orizia, Amazia, Drimo, Xanto, Ligea, Fillodoce, Cidippe, Licoriade, Cleio, Beroe, Efire, Opi, Asia, Deiopea, Aretusa, Climene, Creneide, Euridice, Leucotoe.[29]

3) ORIZIA: è anche la sorella della regina delle Amazzoni, cioè di Antiope che Teseo rapì e fece sua moglie. Orizia invece guidò l’esercito delle Amazzoni fino ad Atene e poi si rifugiò a Megara avendo ricevuto una pesante sconfitta dopo mesi di scontri[30].

4) ORIZIA: Per Grimal c’è un’altra Orizia figlia di Cecrope e moglie di Macedone da cui ebbe un figlio Europo che diede il nome alla città macedone.

[1] Dizionario Etimologico della Mitologia Greca (DEMGOL) dir. da Ezio Pellizer

[2] Robert Graves, La Dea Bianca, ed. Adelphi, 1992, pag 526

[3] Ovidio, Eroidi, XVI 341-350

[4] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015, 48,a

[5] Graves, Ibid. 48,3

[6] Pausania, ibid V 19 1

[7] Ovidio, Le Metamorfosi, Utet, 2000, VI 77

[8] Ovidio, Ibid. Metamorfosi VI 77

[9] Apollodoro Ibid. III 15 1

[10] Graves, Ibid. 48,a

[11] Apollodoro Ibid. III 15 1-4

[12] Apollonio Rodio Le Argonautiche, trad. di G. Pompella, Loffredo, IEM, 1968, I 212 e sgg

[13] Pausania Ibid. I 19 6

[14] Strabone Geografia,

[15] Graves, Ibid. 48,b

[16] Ovidio Ibid. VI 77

[17] Apollodoro Ibid. III 15 1-4

[18] Apollodoro Ibid. I 9

[19] Apollonio Rodio Ibid. I 212 e sgg

[20] Ovidio Ibid. VI 77

[21] Igino, Favole, alla voce “il raduno degli Argonauti”

[22] Orfeo Argonautiche, 220 trad. V. Cecchetti

[23] Apollodoro Ibid. III 15 1-4

[24] Diodoro Siculo, Biblioteca storica, BUR, 2014, IV 43.3

[25] Apollodoro Ibid. III 15 1-4

[26] Erodoto, Ibid. VII 188-189

[27] Platone, Fedro, trad. di G. Caccia, Newton Compton, 2009, III 229 b

[28] Iliade Ibid. XVIII 37-50

[29] Igino, Favole, “Prologo”

[30] Graves Ibid.  100

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