Siamo qui per scegliere
 
VIII C – Creusa: la nobile amata da Apollo

VIII C – Creusa: la nobile amata da Apollo

Hits: 8

La dea Atena quando apparve a Creusa e Ione

Eretteo pòi sposò Prassitea, nata di Frésimo e di Diogeneà, figlia di Cefiso, la quale gli diede di maschi Cecrope, Pandoro, e Mezione; e di femmine Procri, Creusa, Ctonia, Orizia, che poi dicesi essere stata rapita da Borea. Bute prese Ctonia in moglie; Xuto Creusa, e Cefalo, figlio di Deioneo, prese Procri. [1]

“Vergini: Così venivano chiamate e onorate le figlie di Eretteo; [erano] sei in numero. La più vecchia [era] Protogenia, la seconda Pandora, la terza Procri, la quarta Creusa, la quinta Orizia, la sesta Ctonia. Di loro Protogenia e Pandora si dice si siano offerte in sacrificio per salvare la patria quando giunse un esercito dalla Beozia. Furono sacrificate in una collina [πάγος] chiamata Giacinto […]. Da qui furono anche chiamate le Vergini Giacintidi.“ [2]

ricostruzione del Santuario di Delfi
Κρέουσα – CREUSA
  • Κρέουσα = κρείων, “maestro, sovrano” = “signora, regina”[3].
  • Κρείων = dal sanscrito creyan migliore – sovrano, dominante, capo, padrone[4]
  • Κρέιουσα = sovrana, regina.[5]
  • Κρέουσα = Creusa figlia di Eretteo[6]
Creusa e le sorelle quando Procri viene uccisa da Cefalo – Willem Verschoor

Ci sono 4 donne col nome Creusa e qui ci concentreremo sulla prima perchè è della stirpe degli Eretteidi:

  1. Creusa è la figlia di Eretteo e Prassitea

Creusa è dunque una delle 4 (o sette) figlie del Re Eretteo e Prassitea. Si sposò con Suto (o Xuto) secondo figlio di Elleno (il figlio di Deucalione – Noè greco sopravvissuto al Diluvio) che si era rifugiato ad Atene perché accusato di furto dai fratelli.

Creusa dunque sposò Suto ed ebbe dunque due figli: Acheo e Ione (di cui vedremo sotto).

Dopo, sendo morto Ellene, gli altri figli di questo cacciarono Xuto dalla Tessaglia, accusandolo che avendo sottratto per se delle ricchezze paterne, le ritenesse. Costui, fuggitosi in Atene ebbe l’onore di avere la figlia di Eretteo in moglie, e di lei ebbe figliuoli Achèo e Jone.[7]

“Da Elleno e dalla ninfa Orseide nacquero Doro, Xuto e Eolo. Dal suo nome, Elleno chiamò i Greci Elleni e divise il territorio tra i suoi figli: il Peloponneso toccò a Xuto, che dalla figlia di Eretteo, Creusa, generò Acheo e Ione, dai quali derivano i nomi degli Achei e degli Ioni[8]

Xuto, Creiusa che ha amorosa figura, fanciulla dalle belle guance, figlia del divino Eretteo, per volere degli immortali fece sua sposa; la quale a lui generò Acheo e Iàone dai celebri corsieri, congiuntasi in amore, e Diomede dalla bella figura.[9]

Busto di Euripide

Per Euripide invece Creusa ebbe Acheo e Doro (al posto di Ione):

Tu e Xuto avrete due figli vostri: Doro, dal quale trarrà nome la Doride nella terra di Pelope; e poi Acheo che sarà re della costa nei pressi di Rion, e dal suo nome prenderà nome un popolo: gli Achei.” – dice Atena in persona a Creusa[10].

Inoltre sempre per Euripide Suto era un acheo figlio di Eolo, quindi nipote di Elleno:

Intanto la madre del giovane, Creusa, sposa Xuto: tra Atene e i Calcodontidi che abitano in terra di Eubea era scoppiata una guerra e Xuto si batté a fianco degli Ateniesi fino alla vittoria; e anche se non era della stessa razza, ma acheo, figlio di Eolo, a sua volta figlio di Zeus, ottenne in sposa Creusa come tributo al valore.[11]

Eretteo e Atena

Quando morì Eretteo, il padre di Creusa, Suto fu chiamato a fare da giudice sulla successione e disse che il vero successore sarebbe dovuto essere Cecrope II, il fratello di Creusa e per questo fu cacciato da Atene e esiliato a Egialo (Acaia)[12]:

“Morto Eretteo, Xuto fu giudice tra’ figli suoi del re Morto Eretteo, Xuto fu giudice tra’ figli suoi del regno: e polche decise che fosse fatto Re Cecrope il più vecchio di essi, gli altri figli di Eretteo lo cacciarono dal paese. Giunto in Egialo, avendo stabilito ivi la sua abitazione, vi morì.[13]

Antica copertina dello “Ione” di Euripide
Creusa e Apollo in Euripide:

 Come racconta Euripide nello Ione, Creusa, prima ancora di sposarsi ebbe da Apollo un figlio, detto Ione possedendola (con violenza) ad Atene sotto l’Acropoli, tra le rocce dette Makrái:

Μακραι = rupi lunghe, Macre[14], poste sotto l’acropoli di Atene, a Nord.

Apollo si unì con la violenza a Creusa, figlia di Eretteo, sotto l’Acropoli, tra quelle rocce volte a settentrione, che i sovrani dell’Attica chiamano Makrái[15].

Scendendo dalla cittadella non già fino alla città bassa; ma appena sotto i Propilèi, havvi una sorgente di acqua, ed ivi vicino un tempio di Apollo e Pane entro una spelonca. Credono, che in questo luogo Apollo avesse commercio con Creusa di Eretteo.[16]

Creusa nascose perciò al padre Eretteo il rapporto con il dio e abbandonò il figlio nella grotta Makrai dentro una cesta con un ricamo con al centro la Gorgone e due serpenti come custodi, secondo la tradizione della stirpe reale di Atene, gli eretteidi:

“Deponendolo in una cesta rotonda, secondo l’usanza degli antenati e di Erittonio, generato dalla Terra: Atena gli aveva messo vicino due serpenti, come custodi, e lo aveva affidato alle Aglauridi. Da qui l’uso, per i discendenti di Erittonio, di crescere i figli con serpenti d’oro cesellato: la giovane donna, nel destinarlo alla morte, ornò il bambino con i monili che indossava.[17]

Creusa stessa dice: “Ecco il canestro in cui ti abbandonai, figlio mio, quando eri appena nato, nella grotta di Cecrope, alle Makrái![18]”.

Ione a Delfi

In seguito a ciò Apollo chiese a Hermes di portare il piccolo Ione a Delfi e deporlo davanti al tempio. Quando la Pizia vide la cesta, decise di allevare il bambino, senza sapere chi fosse. Cresciuto nel tempio, il figlio di Apollo e Creusa diventò servo-custode e amministratore dei beni del santuario. Nel frattempo Creusa si sposa con Xuto, per Euripide figlio di Eolo, che la aveva ottenuta in moglie a ricompensa per l’aiuto prestato agli Ateniesi nella battaglia contro i Calcodontidi dell’Eubea:

Intanto la madre del giovane, Creusa, sposa Xuto: tra Atene e i Calcodontidi che abitano in terra di Eubea era scoppiata una guerra, e Xuto si batté a fianco degli Ateniesi fino alla vittoria; e anche se non era della stessa razza, ma acheo, figlio di Eolo, a sua volta figlio di Zeus, ottenne in sposa Creusa come tributo al valore.[19]

Ricostruzione del Tempio di Delfi

Dato che Creusa e Xuto non riuscivano ad avere figli, andarono all’oracolo di Delfi per chiedere una soluzione:

Ma anche se seminano il loro letto da molto tempo, Xuto e Creusa sono senza figli, e sono venuti all’oracolo di Apollo proprio perché vogliono averne[20]“.

L’oracolo del dio gli dirà invece che suo figlio sarà la prima persona che incontrerà uscendo dal tempio e questo sarà Ione:

“IONE -Ma che cosa ha detto Apollo?

XUTO –Chi incontrerai per primo…

IONE -A che incontro ti riferisci?

XUTO –… nell’uscire da questo tempio…

IONE -Che cosa sarebbe successo?

XUTO –… quello è tuo figlio.

IONE -Proprio tuo, o il dono di qualcun altro?

XUTO -Un dono, eppure nato da me.

IONE -E ti sei imbattuto in me per primo.

XUTO -In te e in nessun altro, figlio.”[21]

Menade danzante – Museo del Prado

Suto è convinto di averlo avuto grazie a qualche Menade conosciuta in un rito orgiastico di Bacco che fece a Delfi tempo prima:

“IONE -Hai mai avuto relazioni clandestine?

XUTO -Sì, follie di gioventù. […]

IONE- Prima non eri mai venuto alla rocca di Pito?

XUTO -Sì, per le fiaccolate in onore di Bacco.

IONE -Eri ospite di qualcuno?

XUTO -Sì, uno che tra le fanciulle di Delfi…

IONE – … ti ha introdotto nel loro tiaso. È questo che vuoi dire?

XUTO -Sì, tra le menadi di Bacco.

IONE -Eri sobrio o ubriaco?

XUTO -Ero posseduto dai piaceri bacchici.

IONE -Fu allora che mi seminasti.

Ione accusa la madre per l’avvelenamento

Dopo questa realizzazione Creusa però, gelosa per essere rimasta sterile e per dover condividere col marito il figlio avuto da una Menade, cerca di uccidere Suto con un vino avvelenato. Ma lo salverà una colomba:

(la colomba) “si era posata dove lo aveva versato il nuovo figlio, e ne aveva bevuto, subito il suo corpo dalle belle ali fu scosso da un fremito forsennato e cominciò a stridere con gemiti inauditi. Tutta la compagnia dei convitati restò esterrefatta di fronte all’agonia dell’uccello. […]. Allora il figlio dell’oracolo si libera dal mantello, e balza sul tavolo urlando: «Chi voleva uccidermi? […] Parla, vecchio: sei stato tu a darti da fare per offrirmi la coppa con le tue mani». […]. Lo scoprirono, e lo costrinsero, anche se non voleva, a confessare il piano temerario di Creusa, e l’inganno del vino avvelenato.[22]

La dea Atena quando apparve a Creusa e Ione

Alla fine però, Ione viene a conoscenza di essere figlio di Apollo. A Ione e Creusa però, per voce di Atena viene chiesto di tornare ad Atene a patto che nessuno e soprattutto Suto non sappia nulla della discendenza divina di Ione:

Apollo ha sistemato bene ogni cosa: innanzi tutto ti ha fatto partorire senza doglie, e così nessuno dei tuoi cari se ne è accorto. […] Taci, dunque, e non dire che è tuo figlio, affinché Xuto gioisca della sua illusione e tu, donna, possa partire di qui con ciò che ti è caro. Addio! Vi annuncio un destino di gioia, dopo il sollievo da questi tormenti.[23]

Igino invece, pensava che Creusa avesse fatto un figlio con Ermes, Cefalo: nato da “Creusa, figlia di Eretteo[24]”. Cefalo invece nelle tradizioni principali è figlio di Erse ed Ermes.

“I Tespii hanno per arsenale marittimo Creusa la quale è denominata anche Creusia.[25]

 

  1. Un’altra Creusa è una Naiade tessala sposa di Peneo, un dio del fiume, che generò il gran re dei Lapiti Ipseo e Stilbe che si accoppiò con Apollo generando Centauro e Lapite:

A Oceano e Teti, così raccontano i miti, nacquero numerosi figli che diedero i loro nomi ai fiumi, e tra loro c’era Peneo, da cui in seguito il fiume Peneo in Tessaglia prese il nome. Giaceva con la ninfa di nome Creusa e generò come figli Ipseo e Stilbe, e con quest’ultimo Apollo giaceva e generò Lapite e Centauro.” [26]“Ipseo. A quel tempo era il re degli orgogliosi Lapiti, un eroe della seconda generazione di Oceano;  nelle rinomate valli del Monte Pindo lo partorì una Naiade, Creusa la figlia di Gaia, deliziandosi nel letto del dio fluviale Peneo[27]

  1. Una terza Creusa è anche la figlia del re di Corinto Creonte che è chiamata sia Glauce che Creusa: “Benché Medea, figlia di Eete e Idia, avesse già partorito a Giasone due figli, Mermero e Fere, e vivesse con lui nella massima concordia, a Giasone veniva rinfacciato di avere una moglie maga e straniera, lui che era uomo tanto nobile, bello e forte; perciò il re di Corinto Creonte, figlio dì Meneceo, gli diede in sposa la figlia minore, Glauce. Quando Medea si vide così oltraggiata da Giasone, che tanto aveva aiutato, fabbricò per mezzo di incantesimi una corona doro e ordinò ai suoi figli di regalarla alla loro matrigna. Creusa accettò il dono e arse viva con Giasone e Creonte. Quando Medea vide la reggia in fiamme, uccise i figli che aveva avuto da Giasone, Mermero e Fere, e fuggì da Corinto[28]
  2. Una quarta Creusa era infine anche la terza figlia di Priamo ed Ecuba: “Dopo Paride, Ecuba ebbe delle figlie: Creusa, Laodice, Polissena, Cassandra[29]

[1] Apollodoro, Biblioteca, III, 15, 1 ss.

[2] SUDA, Suda On Line project https://topostext.org/work/240, The Aikaterini Laskaridis Foundation sub voce Parthenoi § pi.668

[3] Dizionario Etimologico della Mitologia Greca (DEMGOL) dir. da Ezio Pellizer

[4] Vocabolario Greco, Rocci, Dante Alighieri, 1987

[5] Vocabolario Greco, Rocci, Dante Alighieri, 1987

[6] Vocabolario Greco, Rocci, Dante Alighieri, 1987

[7] Pausania VII I 2

[8] Apollodoro Biblioteca I 7 2-3

[9] Esiodo, Tutte le Opere, trad di Cassanmagnago, Bompiani, 2009, Catalogo delle Donne fr.10 pag 273

[10] Euripide Ione

[11] Euripide Ione

[12] Graves 43,b

[13] Pausania VII 1 2

[14] Vocabolario Greco, Rocci, Dante Alighieri, 1987

[15] Euripide Ione 13

[16] Pausania I 28 4

[17] Euripide Ione

[18] Euripide Ione 13 1400

[19] Euripide Ione

[20] ibid

[21] Euripide, Ione

[22]

[23] Euripide Ione

[24] Igino alla voce figli di Mercurio

[25] Strabone IX,2

[26] Diodoro IV 69 1

[27] Pindaro Pitica 9, 16

[28] Igino favole, 25

[29] Apollodoro Biblioteca III 12 5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.