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VI C – Metione:  lo scaltro cospiratore

VI C – Metione: lo scaltro cospiratore

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Metione o Mezione è un figlio maschio di Eretteo, il Re di Atene – figlio di Re Pandione I e di Zeusippe, che ebbe un fratello gemello di nome Bute e due sorelle, le famose Procne e Filomela[1].  Eretteo si sposò con Prassitea e tra i figli maschi più citati dagli autori c’è Metione.

Figura di Eretteo – martin von wagner museum

Figli maschi di Eretteo:

  • Pandoro
  • Mezione o Metione
  • Orneo
  • Cecrope II
  • Alcone
  • Tespio
  • Eupalamo
  • Sicione

 

  • Μητιων – Metione
    • – viene da μητις (μητιος) = significa due cose:
      1. In senso positivo: Senno, saggezza, prudenza, disegno, consiglio [2]
      2. In senso negativo: scaltrezza, astuzia, complotto, macchinazione [3]

In tal senso si veda anche la divinità Μητις cioè Meti la Saggezza/Prudenza che ha il lato anche della perfidia come è eclatante in Μητιων – Metione

La Dea Meti da cui nacque Atena (anche se Zeus la divorò)

Metione dalle fonti storiche in generale risulta come figlio di Eretteo, sposato con Alcippe, ed è padre o figlio o fratello di Eupalamo, forse padre di Sicione ma soprattutto padre o nonno di Dedalo. Altra caratteristica di Metione (e dei suoi figli) fu che rivendicò a tutti i costi il trono di Atene dopo la morte del padre Eretteo causando una diaspora dei fratelli che si rifugiarono a Megara e che infine si concluse con la sua sconfitta e cioè col ritorno al trono ad Atene dei legittimi eredi al trono e cioè il bisnipote Re Egeo figlio di Pandione II figlio a sua volta di Cecrope II fratello di Metione.

Megara nel XVIII sec.

Si narra infatti che quando Eretteo fu ucciso da Poseidone si aprì una contesa per la successione tra i suoi figli. Al che Suto (nientemeno che il figlio di Deucalione) in qualità di giudice nominò successore Cecrope II. La reazione contraria di Metione e dei suoi figli fu tale da far fuggire sia Suto che Cecrope II e Pandoro a Megara. Al che come legittimo erede fu nominato il figlio di Cecrope II e cioè Pandione II. Ma i figli di Metione (tra questi sono annoverati Dedalo, Sicione e anche Eupalamo) fecero guerra anche a Pandione II che si rifugiò anche lui a Megara. Successivamente però i quattro figli di Pandione (Pallante, Lico, Niso ed Egeo) si ripresero il trono con la forza ed Egeo tornò ad Atene come re legittimo del trono.

Re Egeo riconosce Teseo – Hippolyte Flandrin -1832

Quindi vediamo le fonti su Metione:

  1. Figlio di Eretteo e Prassitea.

Eretteo sposò Prassitea figlia di Frasimo e di Diogenia figlia di Cefiso, ed ebbe tre maschi, Cecrope, Pandoro e Mezione[4]

Molti vogliono che Sicione non fosse figliuolo di Maratone di Epopeo ma di Mezione figliuolo di Eretteo.[5].”

  1. Sposato con Alcippe, padre di Eupalamo e nonno di Dedalo.

Lo aveva fabbricato Dedalo figlio di Eupalamo, figlio a sua volta di Mezione e di Alcippe, che era un abilissimo maestro d’arte e aveva inventato anche la scultura.[6]

Dedalo costruisce le ali ad Icaro
  1. Padre di Dedalo, figlio di Eupalamo, nipote di Eretteo:

Dedalo era ateniese di origine, noto come uno della tribù chiamata Eretteide; era infatti figlio di Mezione, figlio di Eupalamo, figlio di Eretteo[7]

Nell’arte della scultura hai già visto qualcuno che sia capace di mostrare riguardo a Dedalo, figlio di Metione o a Epeo, figlio di Panopeo, o a Teodoro di Samo o a qualche altro scultore quali opere abbia scolpito bene, mentre riguardo alle opere degli altri scultori si trova in difficoltà e sonnecchia, non sapendo cosa dire?[8]

  1. Padre di Sicione che succedette Lamedonte sul trono.

Egli (Lamedonte ndr) chiamò in suo ajuto dall’Attica Sicione e gli diede in isposa la sua figliuola Zeusippe. Costui sendo successo a Lamedonte chiamò Sicionia il paese e Sicione la città che prima Égiale dicevasi. Molti vogliono che Sicione non fosse figliuolo di Maratone di Epopeo ma di Mezione figliuolo di Eretteo. Asio ancora è di questo parere imperciocché riguardo ad Esiodo ed Ibico, l’uno dice che Sicione era figlio di Eretteo e l’altro lo vuole figlio di Pelope[9].”

  1. I suoi figli cacciarono Re Pandione prendendosi il trono di Atene che fu poi riconquistato dai figli di Pandione II:

    Il Re di Atene Egeo

Pandione regnò dopo Cecrope e fu cacciato dai figli di Mezione, nel corso di una rivolta[10]

Dopo la morte di Pandione, i suoi figli marciarono su Atene, scacciarono i figli di Mezione e divisero il territorio in quattro parti[11]

Due furono ancora i Pandioni che regnarono, uno figlio di Erittonio e l’altro di Cecrope. La famiglia di Mezione cacciò costui dal regno ed egli ito in esilio in Megara (sendo che avea in moglie la figlia di Pila Re di quella Città) ebbe per compagni nell’esilio i suoi figliuoli[12]

I suoi figliuoli (di Pandione ndr) però scacciata la famiglia di Mezione tornarono da Megara, ed Egèo che era il più vecchio ottenne il regno d’Atene.[13]

 

Concludiamo con Robert Graves:

Quando Eretteo, re di Atene, fu ucciso da Posidone, i suoi figli Cecrope, Pandoro, Metione e Orneo litigarono per via della successione; e Suto fu costretto a lasciare l’Attica in gran fretta per aver dichiarato che Cecrope, il maggiore, doveva divenire re. Cecrope, minacciato di morte da Metione e Orneo, si rifugiò a Megara e poi in Eubea, dove Pandoro si unì a lui e assieme fondarono una colonia. Il trono di Atene toccò al figlio di Cecrope, Pandione, la cui madre era Metiadusa, figlia di Eupalamo. Ma egli non godé a lungo del potere; infatti, benché Metione fosse morto, i figli che egli aveva avuti da Alcippa, o Ifinoe, si dimostrarono altrettanto invidiosi. Codesti figli erano: Dedalo (che secondo altri sarebbe invece nipote di Metione); Eupalamo (che altri dicono padre di Metione) e Sicione. Sicione viene detto anche figlio di Eretteo, Pelope o Maratone, poiché una grande confusione regna in queste genealogie.[14]

[1] Apollodoro, Biblioteca, trad. Maria Grazia Ciani, Valla-Mondadori, 1996, III, 14, 8

[2] Vocabolario Greco, Rocci, Dante Alighieri, 1987

[3] Vocabolario Greco, Rocci, Dante Alighieri, 1987

[4] Apollodoro, Biblioteca, trad. Maria Grazia Ciani, Valla-Mondadori, 1996, III 15 1

[5] Pausania, Viaggio in Grecia, trad. di A. Nibby, 1817  II 6 2-3

[6] Apollodoro, Ibid. III 15 8

[7] Diodoro Siculo, Biblioteca storica, BUR, 2014, IV 76 1

[8] Platone Tutte le opere, Ione, trad. R. M. Parrinello, Newton Compton, 2013, 533b

[9] Pausania,  Ibid. II 6 2-3

[10] Apollodoro Ibid. III 15 5

[11] Apollodoro Ibid. III 15 6

[12] Pausania Ibid. I 5 3

[13] Pausania Ibid. I 5 4

[14] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015, 94 1-2

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