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La Sympatheia. I cambiamenti ci uniscono.

La Sympatheia. I cambiamenti ci uniscono.

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Ai Guerrieri dell’Anima, Ai Guerrieri di Luce

Tutte le anime che in vita sperimentano un grande cambiamento provano un forte senso di spaesamento e di solitudine universali che unisce tra loro tutte queste anime.

Per fare un esempio: a chiunque abbia viaggiato davvero è capitato di provare stanchezza, fame e confusione, trovandosi senza amici, in luoghi senza indicazioni, e in paesi con una lingua sconosciuta. Ecco.

Avere provato quella sensazione di chi non sa da che parte andare o come trovare da mangiare o da dormire ci porta tendenzialmente a riconoscere ed aiutare i viaggiatori smarriti.Ad empatizzare con loro.

Perché sappiamo cosa si prova.

Allo stesso modo sono le Anime che hanno affrontato da sole i cambiamenti.

Si riconoscono e si cercano tra di loro, come una comunità invisibile, senza la protezione di famigli e amici.

Per questo affrontano gli ostacoli, entrano nei mondi (lavoro, viaggio) da sole o perlomeno non temono di farlo da sole.

Il cambiamento, unito allo spaesamento, va vissuto da soli perché quella solitudine ci spinge a cercare gli altri.

Gli altri come noi.

Ogni volta che veniamo stravolti dai mutamenti – negli amori, amici, lavoro, città, abitudini, pensieri, idee – smettiamo di capire chi siamo: siamo generosi o egoisti? Sensibili o cinici? Coraggiosi o vigliacchi? Aggressivi o pacifici? Materiali o spirituali? Intraprendenti o pigri?

Provare gli stati più differenti permette di sentire non solo una miriade di sensazioni nostre ma anche capire cosa provano nel cuore le persone che abbiamo di fronte.

Senza sperimentare le mille sfumature di gioia e di dolore della vita, non riusciamo a riconoscerci nei sentimenti degli altri e allora li giudichiamo.

Perché, come dicevano i greci, quando condividi il “sentire” (pathos-παϑος-patire) – gioia o dolore che sia – insieme (sun-συν-con) a qualcuno diventi simpatetico, provi la sympatheia e cioè ti immedesimi negli altri.

Ti metti nei panni altrui. E se ti immedesimi negli altri non li giudichi.

Gli indiani infatti hanno un proverbio a riguardo:

Prima di giudicare un uomo, cammina per tre lune nelle sue scarpe.

Oggi il nostro dramma è quello di rifiutarci di cambiare e perciò non riusciamo ad immedesimarci più negli altri.

Ps ribadisco: il greco Sympatheia deriva da συν+παϑος non da συν+πασχω come dice Wikipedia e significa “sentire/percepire insieme a”

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