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IX – Re Egeo Nono Re di Atene

IX – Re Egeo Nono Re di Atene

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RE EGEO: il Nono Re di Atene

Ad Egeo, come figlio primogenito di Pandione II, fu assegnata Atene e perciò divenne il Nono Re di Atene.

Egeo

Etimologia di Egeo: Αἰγεύς [1]:

    1.  Ai-ke-u [nome miceneo (PY Ta 641.1)] – da αἶγες = “onde” (Roscher, in Roscher, Myth. Lex. I, col. 146; Carnoy, DEMGR). Il re Egeo rappresenta un avatar di Poseidone e Teseo è spesso considerato figlio di Poseidone perciò si spiega la radice “onde”.
    2. Αἰγά o Αἰγαί, Ege: eponimo di località  [Bosshardt (Die Nomina auf -ευς, § 328)]. Questo torna per coloro che collegano Egeo alla città di Ege e alla parola αἴξ – “capra”. La città di Ege infatti nel mito di fondazione è legata all’animale della capra.

VITA DI EGEO

Apollodoro[2] dice che per alcuni fosse figlio di Scirio/Sciro ma adottato da Pandione.

Ebbe due mogli da cui non ebbe figli, la prima Meta o Melite (figlia di Oplete) e poi Calciope (figlia di Ressenore) ma non avendo figli e “temendo dei fratelli [3]” – soprattutto Lico e Pallante che aspiravano al suo trono- pensò che tutto fosse parte di una maledizione da parte di Afrodite, perciò fece un tempio alla Dea ad Atene [4] e infine chiese un vaticinio all’oracolo di Delfi che disse:

Di valor nuovo t’arma; e il piè che sopra/Stassi dall’otre, non iscior, se prima/L’alta rocca di Pallade non salga [5]”.

The childless King Aegeus receives a prophecy from Themis regarding the birth of his son. The goddess is seated on the Delphic tripod in the role of Phthia, prophetess of the oracular shrine. She holds a cup (phiale) in one hand and a sprig of laurel in the other.
Egeo a Delfi dalla Pizia

In realtà questo significava “di non sciogliere il piede che sporge dall’otre prima di aver fatto ritorno al focolare paterno” e cioè che Egeo non doveva avere rapporti sessuali prima di aver fatto ritorno ad Atene “a meno che non volesse un giorno morire di dolore[6]”. Egeo non comprese l’oracolo e tornò ad Atene.

Durante il viaggio prima incontrò la maga Medea che gli promise, in cambio di futura ospitalità, di aiutarlo ad avere figli, al che passò per Trezene (dove c’erano i suoi vecchi amici, i fratelli Pitteo e Trezene) per raccontare l’oracolo a Pitteo che era uno degli uomini più saggi e colti del tempo (e che fece costruire un tempio oracolare ad Apollo, consacrò un altare alla triplice dea Temi e chiamò Trezene la città in onore del fratello morto dedicandola ad Atena e Poseidone[7]). Pitteo invece sembrò essere sicuro della sua interpretazione e perciò fece ubriacare Egeo e gli mise la figlia Edra/Etra nel letto – che era stata promessa in moglie a Bellerofonte, altro eroe figlio di Poseidone. Quella stessa notte Poseidone si congiunse con Etra[8] perché Egeo qui è considerato avatar di Poseidone o secondo certe versioni Etra quella notte fece un sogno stimolato da Atena e se ne andò nell’isola di Sferia dove si congiunse appunto con Poseidone[9].

Egeo, Etra e Teseo

Egeo disse ad Edra che se fosse nato un figlio maschio, non avrebbe dovuto rivelarlo a nessuno per evitare che i figli di Pallante lo uccidessero e una volta raggiunta l’età giusta avrebbe dovuto dirgli di spostare la “pietra” (che in realtà era un altare a Zeus) sotto la quale Egeo nascose la sua spada e i sandali e raggiungere il padre. Sandali e spada sono “antichi simboli di regalità” – come la leggenda della spada nella roccia – già dall’Età del Bronzo come per Odino, Galahad e Artù[10].

Nella pietra/roccia di Egeo detta anche l’Altare di Zeus o Roccia di Teseo[11] secondo Graves veniva fatta l’incoronazione del Re Sacro con la lotta rituale tra il re e uomini travestiti da animali e l’estrazione della spada dalla roccia[12] – come fu per Teseo.

Teseo trova la spada di Egeo

 

Egeo dunque, dopo Trezene, ritornò ad Atene dove il figlio di Minosse Androgeo vinse tutte le feste Panatenaiche, perciò, visto che Androgeo familiarizzò coi suoi nemici – i figli del fratello Pallante che aspiravano al trono di Egeo perché senza figli – Egeo cospirò coi Megaresi di Niso per causare la morte di Androgeo e scatenando l’ira di Minosse.

Teseo riconosciuto dal padre Egeo – Hippolyte Flandrin (1832)

Teseo in ogni caso tornò ad Atene e fu riconosciuto dal padre proprio per la spada che Egeo affidò ad Etra – spada che ereditò da Cecrope[13] e che aveva dei serpenti raffigurati – permettendo al padre di riprendersi il trono di Atene minacciato dai 50 figli ribelli di Pallante.

Da Egeo prende il nome il Mar Egeo perché la leggenda vuole che il re si fosse suicidato in mare pensando che il figlio Teseo, al suo ritorno da Creta dopo aver ucciso il Minotauro, fosse invece morto.

Teseo ritorna con le vele nere

 

Per Pausania Egeo introdusse il culto di Venere Urania:

Ivi dappresso è il tempio di Venere Urania. Gli Assirj furono i primi uomini, che stabilirono il culto di Venere Urania. Dopo questi, fra gli abitanti di Cipro il furono i Pafj, e fra i Fenicj quelli, che abitano Ascalona nella Palestina. Dai Fenicj appresero questo culto que’ di Citerà; ed Egèo l’introdusse in Atene, poiché credeva, non avendo ancora prole, di non poterla mai avere ed essere alle sue sorelle (Progne e Filomela ) la disavventura, che soffrirono accaduta per odio di Urania. La statua, che esiste a’giorni nostri è di marmo pario, ed opera di Fidia. Atmone è un borgo degli Ateniesi, i cui abitanti dicono, che Porfirione regnò prima ancora di Attèo, e fabbricò il tempio, che essi hanno di Venere Urania. Per i borghi altre cose ancora raccontano, che affatto si scostano da quelle degli abitanti di Atene”. [14]

Egeo alla vista della nave di Teseo

[1] Dizionario Etimologico della Mitologia Greca (DEMGOL) dir. da Ezio Pellizer
[2] Apollodoro, Biblioteca III 15 5;
[3] Apollodoro, ibid
[4] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015, ibid,, 95,a
[5] Apollodoro, ibid III 15 7
[6] Graves, ibid., 95,a
[7] Graves, ibid, 95,c
[8] Apollodoro, ibid III 5 7
[9] Graves, ibid 95,d
[10] Graves, ibid 95,5
[11] Graves, ibid 95,5
[12] Graves, ibid 81,2
[13] Graves, ibid 95,e

[14] Pausania, Viaggio in Grecia, I 14 6

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