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INTERVISTA a MARCO DOLCETTA – Parte II

INTERVISTA a MARCO DOLCETTA – Parte II

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INTERVISTA A MARCO CAPUZZO DOLCETTA

Parte II

 

Sono davanti a Marco Dolcetta ad intervistare la Vera Storia che viaggia in mondi paralleli, al confine tra magia, basi segrete, demiurghi immortali, antiche razze e iraconde divinità.

Tutto questo piove su di noi come un diluvio di simboli, di politiche e azioni apparentemente incomprensibili in una società che ci tratta come esseri sottosviluppati.

Sotto questa pioggia dovremo scegliere che fare:

Chi si farà domande rischierà di essere emarginato o eliminato perchè eretico, perchè diverso; chi non si farà domande denuncerà il vicino di casa: È lui! Prendetelo! Processatelo!

Volete una prova della Vera Storia? Davvero? Eccone una.

Il Professor Dolcetta si procurò una ciocca di capelli di Adolf Hitler che il nipote del barbiere personale, Hans Mayer, ancora conservava. Marco Dolcetta propose di comparare il DNA delle ciocche con quello delle tracce di sangue presenti nel divano del bunker di Berlino dove la storia ufficiale decreta che Adolf Hitler sia morto suicida. Dato che quel divano fu diviso in due, metà in Usa e metà in Urss, Dolcetta chiese la comparazione agli USA e all’URSS. Ma i servizi si rifiutarono.

Perchè rifiutarono? Siete sicuri della storia che vi hanno insegnato?

Nessuno dovrebbe esserne sicuro finchè si avanzano dubbi, deduzioni e si cercano prove. E fino a quel momento la terra delle certezze trema.

 

  1. Karl Haushofer, il vate della geopolitica: Francoise Genoud e Carl Havenbeck (numero due dell’Ahnenherbe) le confidarono che il Mein Kampf lo scrisse proprio lui. Hitler allora sarebbe stato un burattino in mano a demiurghi di varia estrazione?
    Hitler poteva essere benissimo un agente inglese: è stato detto più volte. Quando gli inglesi non hanno voluto che lui invadesse l’Inghilterra lui non l’ha invasa, quando gli inglesi avevano piacere che a Dunquerque non venissero massacrati i loro soldati, lui non l’ha fatto. Quando gli inglesi e gli altri han pensato che era meglio lasciar perdere l’Inghilterra […] Hitler se ne andava a dare una lezione a Stalin anziché a loro lui l’ha fatto. Quindi è il grande mistero. Mistero legato al fatto che il dittatore sia un piccolo borghese e viene gratificato dal fatto che viene ricevuto dalla Regina d’Inghilterra e di essere anglosassone come gli inglesi e non va invece a tagliargli la testa, allora quegli altri se ne approfittano. Il problema è proprio quando un dittatore è un piccolo borghese: è lucido però non sta a sentire nessuno ma solo poi quando qualcuno gli ricorda che è meglio fare una certa cosa più che un’altra e guarda caso quella scelta segna per sempre le sorti del mondo. Comunque Hitler sicuramente non era solo quell’isterico, quel pazzo sanguinario che ci viene descritto, era una persona che aveva sempre avuto una sua determinazione. È chiaro che un personaggio del genere riesca a sedurre delle masse, pur essendo, lui, un piccolo austriaco emarginato che diventa l’eroe della razza bionda tedesca, è uno straniero. È  inspiegabile altrimenti, il suo carisma c’è, io l’ho visto in spezzoni di film, nei filmati: c’è il personaggio e riesce ad affascinare migliaia di ragazze con l’occhio perso, queste cose ci sono, nessuno finge, tutto è vero…che poi ci siano personaggi come Haushofer [0], che non è l’ultimo arrivato, ma è membro di una società segreta, quella del Drago Nero giapponese – è lui che manipola Lenin tramite Dordijev il buriato-mongolo che lui conosce nelle ambasciate mongole e tedesche in Giappone nel 1905. Haushofer inventa la Geopolitica una dottrina di indubbio valore e se l’è inventata lui. Haushofer convince Sven Hedin [1] ebreo svedese ad infatuarsi di Hitler e farlo diventare un confidente di Hitler ed eroe nei viaggi guarda caso fatti nei monti Altaj, nel deserto del Gobi, sulle orme di Ossendowsk i[2] e di Guenon [3]. È uno che ha una conoscenza dottrinaria di grande livello ed è un grande esoterista. È chiaro che un personaggio del genere e il suo delfino Rudolf Hess [4] possono aver influito molto su Hitler e probabilmente non solo Dietrich Eckart [5] che disse “lui parlerà ma la musica l’ho scritta io” (riferito ad Hitler Ndr) – l’ha detta Eckart ma questa musica l’ha scritta anche Haushofer anzi non so chi più dei due l’ha scritta, ma sicuramente Hitler è entrato in una logica più grande di lui. Ma di questa logica Haushofer era un tramite, non una cupola, ma una roba non occidentale. Viene dall’oriente.
  2. Si parla del drago nero?
    Il Drago Nero è un’espressione, esiste veramente, però non è esauriente: è una specie di P2 giapponese, di cui Maraini [6] padre faceva parte, Haushofer ne faceva parte, però i capi di questa organizzazione buddhista erano in Cina, Giappone, in Tibet.
  3. Il 9 maggio 1945 e’ la fine del terzo reich, ma il 10 agosto 1944 era gia’ cominciato il quarto reich all’Hotel De la Maison Rouge a Strasburgo. Dov’è il quarto reich?
    Il Quarto Reich è stato un Reich senza confini, è stato fortemente caratterizzato dall’affinità esistente tra tedeschi e alleati e tedeschi già emigrati in precedenza in sudamerica – un po’ spontaneamente emigrati negli anni precedenti, un po’ già inviati in questa prospettiva, andati con ragioni più ideologiche che di dolcevita anche in Medioriente: in Siria, in Iraq e qui vediamo il ruolo del Muftì di Gerusalemme [7] del partito Baath che era in Siria, in Iraq, in Libano, in Iran quindi i tedeschi soprattutto quelli dei servizi segreti, quelli più politici, han pensato bene di andare ad aiutare questi soggetti alla mondializzazione; gli altri, per ragioni economiche, quelli più benestanti, sono andati in Sudamerica. Poi ci sono stati quelli venuti in Italia, molti son rimasti in Germania e son riusciti a riciclarsi quindi hanno campato e continuano a campare ma soprattutto sono andati in Sudamerica dove ci sono stati anche vari generali, è il luogo dove riescono a mimetizzarsi meglio, anche perchè i figli dei vecchi gerarchi – quelli che ancora vivono – hanno preferito integrarsi nella società argentina, cilena, boliviana e continuare l’attività nel versante economico e finanziario: son diventati importatori delle Mercedes, delle BMW, della Siemens, nelle Banche…insomma gente che con l’ideologia non c’entra nulla però una realtà ancora esistente. Come Quarto Reich c’erano ancora dei personaggi come Jacques de Mahieu [8] che era delle Ss Charlemagne che insegnava alla Sorbona a Parigi e poi è andato A Buenos Aires, oppure William Guyedan de Roussel anche lui amico di Carl Schmitt [9] che facevano insieme a Mahler una rivista che si chiamava Der Weg in tedesco in Argentina, con cui si teneva alto il discorso nazionalsocialista in chiave cattolica anche per essere accettata con più facilità dalla società argentina. Ecco questi erano i fenomeni finchè erano vivi i vecchi gerarchi, salvo Marques Riviere che è ancora un punto interrogativo: tutti questi non hanno mai fatto patti col diavolo o con Dio quindi dovrebbero essere ormai tutti morti, quindi il Quarto Reich, se c’è ancora traccheggia in chiave economica e finanziaria e non so se chiamarlo ancora Quarto Reich.
  4. Dopo la seconda guerra mondiale le élite naziste hanno superato l’odio per il nemico finendo negli alti ranghi tecnico-militari degli Usa e dell’Urss. Per chi crede sia stato più facile amalgamarsi?
    Io direi che la parte americana è la più conosciuta, la parte russa è la più misteriosa, ma non è un caso se la ricerca spaziale è avanzata parallelamente, un colpo l’uno, un colpo l’altro, in maniera veloce, esponenziale. Fino ai primi anni settanta sia in Russia che negli Stati Uniti dove c’era Von Braun [10] – c’erano andati molto volentieri con l’operazione Paperclip protetti da Gehlen [11] – mentre in Russia c’erano stati altri che avevano optato volontariamente alla ricerca planetaria sovietica. Certi sono andati in Argentina nel progetto di Huemul (isola nei pressi di Bariloche) con l’aereo Pulqui ma erano quelli un po’ meno bravi. Quindi si è andati parallelamente con una ricerca tecnologica avanzatissima se si pensa ai famosi V7 e V8 chiamati Dischi Volanti che partivano dalle basi di Pressburg a Bratislava, le basi non della Wehrmacht ma delle Ss, come professor Miethe [12] e Belluzzo [13] – un italiano che è stato ministro dell’Economia durante il fascismo e poi decise di lasciare ministero e politecnico per andare a fare questi veri e propri Ufo per i nazisti insomma la ricerca lì era avanzatissima questi son poi passati con i russi, ma non Miethe, non Belluzzo. Poi dopo la ricerca, siamo andati sulla Luna, poi lo Sputnik, magari si andava su Marte se Von Braun e compagnia duravano, perchè poi invecchiati e morti non si è andati da nessuna parte e anche i missili cominciavano a cadere.
  5. Ha visto per caso la foto di Majorana [14] con Eichmann [15] partire in nave verso il sudamerica?
    Sì l’ho vista, l’ho vista. Io ho avuto anche una testimonianza di una persona, credo sia ancora viva anche se era malata e anziana, si chiamava Caruso, un pittore siciliano che afferma che Majorana ancora negli ultimi anni era in un convento in Calabria: l’ha affermato, è una persona seria – così per dire delle tante testimonianze che ci sono.
  6. La Svizzera. Nella seconda guerra i soldi degli ebrei erano assieme a quelli trafugati dai nazisti. Perchè nessun dittatore o nazione l’ha mai invasa per prendersi le ricchezze sconfinate? Cosa li ferma? Che cosa temono?
    Io non credo che temano nulla dalla Svizzera. La Svizzera è abbastanza nazistificata durante la seconda guerra mondiale. La Svizzera è un pretesto: Goering [16] rubava i quadri e li metteva in Svizzera, Hitler e compagnia col pretesto dei diritti d’autore trafugati davano soldi alla Banca Genoud [17] a Ginevra, quindi la forza della Svizzera è proprio la sua extraterritorialità e il fatto che è stato un punto di grandi mediazioni tra Cia, l’OSS -servizi segreti di Allen Dulles, con gli italiani della Repubblica Sociale; è stato il punto dove sono state fatte le grandi mediazioni; Jung passa dal nazismo al filoamericanismo proprio a Zurigo. Quindi luogo di mediazioni politico, economiche e diplomatiche: la Svizzera faceva comodo a tutti. Se fosse stata invasa probabilmente sarebbe stato peggio per tutti.
  7. L’italia: è stata la porta d’entrata del nazifascismo, poi la porta d’uscita dei nazisti (Bari e Genova) e infine l’humus fertile per la rete neonazista Gehlen tramite Licio Gelli[18]. Oggi stiamo covando nuove sorprese?
    L’Italia ha una collocazione geopolitica che non può esimersi dal prenderne atto ma non credo che il ruolo di Gelli sia stato così importante per Gehlen: Gehlen non aveva bisogno di Gelli. Forse Gelli aveva bisogno di Gehlen e soprattutto di altri comunisti per potersi riciclare nel dopoguerra. È chiaro che il punto di entrata dal Mediterraneo, questo c’è sempre stato. L’Italia è da sempre un paese condizionato, un paese civile e laico con una componente vaticana che avrebbe male a non accogliere le persone che cercano di venire qui con le loro ragioni. Però questo implica un ulteriore capacità diplomatica e di status.
  8. In una sua famosa intervista, Serrano ricorda che Fritz Lang[19] in Metropolis mostrò la duplicazione di schiavi-lavoratori, e nella realta’ nei bunker di Berlino furono trovati monaci tibetani esperti in materializzazione dei corpi. C’è mai stato un momento in cui si è detto: questa ipotesi e’ folle, questo e’ troppo rischioso?
    (Ride) No veramente no, anzi ti dirò che quando mi venivano dette certe cose io mi aizzavo sempre di più. Io non ho attualmente degli elementi di questo, ma ho visto degli esempi farsi: cioè quello che dici che ti sembra così sconvolgente e che anche a me ha sconvolto di più, io ho degli esempi e devo dire che è vero, ecco. Come dimostrare tutto questo? Perchè farlo? Mah, non lo so. Magari ci scrivo un libro, anzi lo sto scrivendo, quindi presto.
  9. Ma un libro e un film o solo un film?
    Se facessi un film sarebbe un film di finzione, quindi non vero, invece ho trovato dei documenti, dei filmati del ’42-’43 che sono un tassello che mancava per l’accesso ad un altro sistema di pensiero perchè, poi ho scoperto, Himmler aveva una sezione dell’Ahnenherbe che si chiamava Axam Kartotek, erano 5000 documenti fra cui dei filmati che sono stati trovati in Slovacchia o in Lettonia  e che sono stati subito secretati dai tedeschi,  che però io sono riuscito per vie traverse, già ad averne in Sudamerica in parte, ma poi in Europa, sono tutte opere di Magia Nera, di stregoneria, perchè un’antenata di Himmler [20] era una strega uccisa dall’Inquisizione e da lì si apre un altro tunnel. L’altro tunnel è legato ai Tibetani: una linea che porta a sette buddhiste e prebuddhiche che sono tuttora in Cina, in India, in Giappone e Tibet.
  10. Ha visto se c’è la possibilita’ di creare un corpo non materiale ma che puo’ interagire col reale?
    Sì.
  11. Si tratta dell’esercito segreto di Hitler?
    No, quello no, non è stato mai sperimentato in massa. Ma per l’esercito segreto di Hitler c’è un’altra realtà che ho avuto modo di incontrare in Paraguay quando ho conosciuto il figlio di Mengele [21] in mezzo ai Mennoniti i quali molti sono dei replicanti fisiologici: gente identica, bambini che poi si “ingrandiscono” ma su cui poi non cresce la barba, non hanno segni secondari e ghiandolari, invecchiano e muoiono presto, sono prodotti da un’attività che non è di clonazione ma una riproduzione che si fa tuttora con le mucche, con gli animali. Mengele l’ha provata evidentemente con i soldati che volevano farlo ma il prodotto è debole. Volevano farlo, lo fanno in Paraguay nelle aziende agricole di una società che si chiama Villiers di Monaco di Baviera che hanno il monopolio in Paraguay e in Sudamerica in generale di prodotti caseari. Lì la forza lavoro, legata agli Amish locali che sono i mennoniti – che sono in tutto il mondo ma lì particolarmente protetti da un governo filo mennonita almeno fino a qualche anno fa – lì c’è la fecondazione artificiale che viene fatta sia con le mucche sia con gli umani delle tribù dei Guarany, indios cui mettono in corpo, covano le cellule ariane introdotte manualmente per cui nascono bambini biondi tutti uguali.
  12. Tra le persone che ha incontrato su chi farebbe un film?
    Io lo farei su Marques Riviere, era quello più misterioso.
  13. Lei ha incontrato Harrer [22] (autore del libro “7 anni in Tibet”) ed ha studiato i legami dei nazisti con il Tibet e con il concetto di razza ariana. Perchè degli adoratori di odino finiscono a cercare le loro origini nell’estremo oriente?
    È stato provato di recente che è stato l’occidente che ha portato la conoscenza in oriente. Cioè viene dal Nord Europa, una dinamica di sapere: le mummie di Urumqi, nel deserto del Gobi, sono le mummie nordiche, sono alte due metri, hanno gli occhi azzurri, hanno ancora i capelli biondi, hanno anche un golf addosso, io le ho viste, sono commoventi, quindi sono antecedenti, quindi il pensiero, la filosofia viene forse da noi fin là e poi è tornato indietro.
  14. L’Antartide: tra le teorie sulla terra cava e le basi segrete di esseri superiori, se si va a fondo nei documenti, nelle missioni inglesi, nelle concessioni all’ammiraglio Donitz, alle dichiarazioni dell’ammiraglio Byrd…sembra che i nazisti non fossero gli unici a crederci.
    Beh io sono stato là ed ho visto delle persone che avevano gli occhi con le pupille quadrate. Un mistero pure quello eh? Li ho visti, li ho fotografati. Ho le foto. Certo l’Antartide, se tu vedi la cartina dell’Antartide rispetto al mondo, è un microcosmo nel ghiaccio, che poi una parte non è nemmeno poi tanto ghiacciata, la Neuschwabenland (Nuova Svezia), oggetto di missione nel ’38 e poi nel ’42  e poi i sottomarini tedeschi sono arrivati là nel ’45. Comunque di fatto io sono stato in Antartide in una base cilena, perchè i tedeschi non ci stanno, e in questa base cilena ho avuto questo simpatico incontro.
  15. Cosa ne pensa della teoria della terra cava sulla probabile voragine presente in Antartide?
    Mi sembra strano ma può essere benissimo. Ci sono mille gallerie, non si sa dove vadano. Io non so, sembra improbabile, ma ormai sono abituato. […] Se queste cose qui fossero cose vere e fossero tenute nascoste allora rimarranno fortemente improbabili perchè non c’è interesse di nessuno… già sono in una border line le cose che ci stiamo dicendo sostanzialmente. Noi ci appassioniamo a queste cose, ma se tu lo dici al vicino di casa ci prende per matti. Poi vedi che ti avvicini e le cose hanno una loro…le cose che stiamo dicendo le hanno dette in tanti da Platone in poi, io non sono uno speleologo però ipoteticamente di buchi nella terra ce ne sono tanti e non sappiamo dove vadano. Adesso se poi ci vivano veramente quelli col Vril, con la Luce, io non lo so…
  16. Ultima domanda: lei e’ stato allievo anche del grande Raymond Aron [23]. Le chiedo, come Aron scrisse nell’”oppio degli intellettuali”: il regno dell’uomo è veramente quello della guerra? E se così fosse a questo punto quali sarebbero le responsabilita’ di un intellettuale? Seguire la scuola di Leo Strauss [24]?
    Ah beh, Leo Strauss è un criminale, nipote di criminali, Leo Strauss  scappa dalla Germania prima della guerra, lui stesso scrive “Grazie a Carl Schmitt che mi ha fatto avere le borse di studio, mi ha fatto pubblicare i libri nel ’37-’38” quindi non c’era nessuna preclusione razzista nei suoi confronti. Lui fugge perchè è nipote di un capo mafioso a New York. Anche lì: gli ebrei ricchi se la cavano, gli ebrei poveri muoiono e vengono sterminati da questi strani personaggi che sono quelli che gestiscono i campi di concentramento, dei veri criminali. Lui se ne va e insegna delle cose a tutti i pupilli di Bush e compagnia tra cui Giuliano Ferrara che arriva sempre a portare sfortuna a chi di turno. Mi parlavi di Leo Strauss e mi parlavi di Raymond Aron. Aron è tutta un’altra statura di personaggio, io l’ho conosciuto: un vero intellettuale, un vero signore, un vero conoscitore, con una cognizione ben differente e molto più civile e più solidale nell’interazione con il resto del mondo dell’ebraismo e non certo con la copiatura di Strauss – il termine “Gerusalemme:Atene” ad esempio non è certo di Leo Strauss  ma è un plagio, è di Toth [25]. Aron l’ho conosciuto personalmente, è una persona squisita di grande conoscenza e di grande sapere. Certo è chiaro che le guerre ci sono perchè rientrano nell’etica del capitalismo. Siccome il capitalismo è basato su delle crisi provocate dal “drogaggio” criminale dovuto all’accumulo di capitale, quello è, alla fine; quindi ad un certo punto una situazione di carenza di materie prime o di – fammi dire – quando tu denunci un criminale che è corruttore e corrotto – quindi la dinamica capitalista – è chiaro che ci saranno delle rovine e le rovine ce le hai in casa e allora tu le esporti in Libia e vai a tirare bombe, vai nelle Malvine, vai in Turchia, Cipro, Grecia, cioè la porti fuori casa la problematica: in Vietnam, in Iraq, e lì è l’apice di una corruzione. Si va avanti con le guerre perchè bisogna riciclare mentalità e classi sociali e riciclare anche armi: la seconda guerra mondiale poteva finire anche un anno prima con molti meno morti se non ci fossero stati da smaltire aerei, bombe atomiche e non, quindi Aron aveva ragione.Ti posso dire una cosa? Meglio aver ragione con Aron che torto con Strauss.

 

L’intervista si chiuderà così anche se continuerà sino al giorno dopo.

La sensazione col Professor Dolcetta è di volerlo intervistare per giorni, volergli chiedere foto e commenti e documenti. Il materiale che produce, dai documentari ai libri, è sempre troppo poco per chi lo conosce.

Dei vinti non se ne sa più nulla. Dicevo.

Sapete fino a quando non se ne sa più nulla?

Fino a quando non ritornano.

E quando tornano è per devastare definitivamente i vincitori di allora.

I figli dei vincitori.

È così che i nazisti, i nazifascismi, umiliati e demonizzati, inascoltati e derisi, stanno tornando ovunque.

Uno tsunami di rabbia in mezzo alle baraccopoli democratiche.

Il Professor Dolcetta è stato l’unico finora, che senza giudicarli li ha ascoltati, come fossero uomini e non demoni: li ha fatti parlare, li ha colti con domande argute e rispettose, gli ha chiesto cosa sentissero, cosa provassero.

La più incredibile delle sue interviste è stata quella a Leon Degrelle – l’uomo di cui Adolf Hitler scrisse in dedica:

“Se avessi un figlio, vorrei che fosse come Lei”.

Degrelle – che sin da piccolo voleva essere “un apostolo” e quando vide Hitler capì che era “il nuovo Messia” – raccontò al Professor Dolcetta che a guerra persa presero un Heinkel per fuggire a continuare la battaglia anche dal “confine del mondo” e decise di sorvolare sopra Parigi in festa perchè “Se partiamo così in piena notte, dieci ore dopo la vittoria degli Alleati, saranno tutti ubriachi […] e spareranno tutti di traverso.”

E spararono di traverso davvero.

L’aereo si fermò solo quando finì la benzina.

Degrelle riuscì a precipitare, salvandosi, nella baia di San Sebastian nei paesi baschi.

La vera Storia è ascoltare i vincitori ma anche i vinti.

Perché altrimenti i vinti oltraggiati ritornano.

 

Leggi la Prima parte dell’Intervista

 

[0]    Generale, politologo tedesco, fondatore della geopolitica (1869 – 1946)

[1]        Sven Hedin, scrittore e geopolitico svedese (1865 – 1952)
[2]        Scrittore, giornalista, esploratore polacco (1876 – 1945)
[3]        Scrittore, filosofo esoterico francese (1886 – 1951)
[4]        Politico, filosofo tedesco (1894 – 1987)
[5]        Politico, esoterico tedesco (1868 – 1923)
[6]        Fosco Maraini scrittore, etnologo, esploratore, fotografo orientalista italiano (1912 – 2004)
[7]        Muhammad Amin al-Husayni (1895 – 1974)
[8]        Professore, accademico francese che insegnò in Argentina, fece parte delle Ss Charlemagne (1915 – 1990)
[9]        Giurista, accademico, filosofo politico tedesco (1888 – 1985)
[10]      Wernher von Braun ingegnere, scienziato tedesco (1912 – 1977)
[11]      Reinhard Gehlen generale, capo servizi segreti orientali tedesco (1902 – 1979)
[12]      Dr. Richard Miethe
[13]      Giuseppe Belluzzo (1876 – 1952),  ingegnere, scienziato, Ministro Economia (1925 – 1928)
[14]      Ettore Majorana, fisico italiano scomparso (1906 – ?)
[15]      Karl Adolf Eichmann militare tedesco, pianificatore dei campi di concentramento (1906 – 1962)
[16]      Hermann Goering (1893 – 1946) politico e militare tedesco
[17]      Francois Genoud, banchiere svizzero, (1915 – 1996) finanziatore del progetto Odessa
[18]      Finanziere italiano, Venerabile maestro della P2 (1919 – 2015)
[19]      Regista austriaco (1890 – 1976)
[20]      Heinrich Himmler, politico tedesco (1900 – 1945)
[21]      Josef Mengele, medico tedesco, Ss nazista (1911 – 1979)
[22]      Heinrich Harrer esploratore, scrittore austriaco (1912 – 2006)
[23]      Raymond Aron, accademico, filosofo, scrittore francese (1905 – 1983)
[24]      Leo Strauss, filosofo ebreo-tedesco naturalizzato in USA (1899 – 1973)
[25]      Imre Toth, filosofo scrittore ebreo rumeno  (1921 – 2010 )