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IV – Prassitea La regina ninfa naiade sposa di Re Eretteo

IV – Prassitea La regina ninfa naiade sposa di Re Eretteo

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Prassitea

La Regina Ninfa naiade, sposa del Re Eretteo

Πραξιθεα = Πραξις/Πρασσω – affare, faccenda, risultato, azione, opera, fatto, agire, fare, compiere[1] + Θεα: dea[2] = La Dea del fare.

Per Graves questo nome è legato alla Dea Attiva che sarebbe poi la dea “ape regina”[3].

La dea Ape

Prassitea nelle varie tradizioni:

  1. La ninfa najade, sposa del Re di Atene Eretteo.
Le ninfe ed Ila – John William Waterhouse (1849–1917)

Prassitea è una ninfa najade figlia del dio-fiume Cefiso o figlia di Frasimo/Frèsimo e Diogenia (anche lei figlia di Cefiso), divenuta poi moglie di Eretteo.

O padre Cefiso dal volto taurino, che vipera hai messo al mondo, che serpente dagli occhi rossi di fuoco!” (Euripide nello Ione) – griderà Ione verso la madre Creusa (figlia di Prassitea) confermando la stirpe delle naiadi.

In quanto najade, è un essere non propriamente umano e per l’appunto una ninfa dell’acqua. Le Naiadi sono esseri della natura spesso venerate come divinità e incarnano l’anima di una fonte o fiume. Sono longeve ma mortali e dotate di poteri di guarigione. Prassitea è appunto una di esse e sposò il Re di Atene Eretteo. Spesso è confusa con Pasitea, moglie dell’altro re di Atene Erittonio, sia per la somiglianza del nome e soprattutto perchè entrambe sono ninfe ma Pasitea è una Nereide.

Il fiume Cefiso in Beozia

In quanto moglie di Eretteo[4] ebbe almeno 11 figli di cui sicuri 4 maschi (in dubbio altri 3) e 7 femmine:

Figlie femmine:

    1. Protogonia/Protogenia
    2. Pandora
    3. Procri (in sposa a Cefalo)
    4. Creusa
    5. Orizia (in sposa a Borea)
    6. Ctonia (in sposa a Bute)
    7. Ozionia

Figli maschi:

    1. Pandoro
    2. Mezione o Metione
    3. Orneo
    4. Cecrope II
    5. (Alcone)
    6. (Tespio)
    7. (Eupalamo)
Fiume Cefiso, rovine di Orcomeno e Monte Parnaso

Una delle maggiori fonti storiche che confermano la storia di Prassitea è Apollodoro, il quale parlando di Eretteo dice: “sposò Prassitea, nata di Frésimo e di Diogenea, figlia di Cefiso, la quale gli diede di maschi Cecrope, Pandoro, e Mezione; e di femmine Procri, Creusa, Ctonia, Orizia, che poi dicesi essere stata rapita da Borea. Bute prese Ctonia in moglie; Xuto, Creùsa, e Cefalo, figlio di Deioneo, prese Procri.”[5] Sui figli voglio aggiungere infine che per Apollodoro Ercole ebbe un figlio chiamato “Nefo da Prassitea[6]” ma non specifica chi sia realmente questa Prassitea.

Da tutto ciò dunque si evince che Prassitea fosse una najade, cioè ninfa del fiume perchè figlia di Cefiso, un dio-fiume della stirpe di Oceano e Teti[7]. Cefiso a suo tempo fu chiamato in causa da Zeus in una contesa tra Era e Poseidone e poiché Cefiso si espresse in favore della prima, Poseidone lo fece seccare[8], e divenne un fiume stagionale solo in caso di pioggia[9].

Prassitea assiste al ratto di due sue figlie:

Il volo di Borea con Orizia – Charles William Mitchell (1854-1903)
    1. ORIZIA: per Graves[10] ballava con la figlia Orizia (anche lei considerata una ninfa ma nereide[11]), quando giunse Borea che se le portò via entrambe poi violentandole[12].
    2. CREUSA: Prassitea[13] raccoglieva fiori vicino all’Acropoli con la figlia Creusa quando Apollo giunse e la possedette in una caverna, incontro dal quale nacque Ione.[14]
Atena Creusa e Ione

Infine è importante ricordare che Grimal su Prassitea aggiunge il fatto che fosse un’eroina in quanto aveva acconsentito al sacrificio delle figlie, morte necessaria per la vittoria degli ateniesi e questo si collega ad un’altra figura con lo stesso nome e cioè quella al punto 2.

  1. Prassitea figlia di Leo. Graves annovera un’altra figura chiamata Prassitea/Pasitea/Fasitea figlia di Leo (figlio di Orfeo e antenato dei Leontidi ateniesi) sacrificata insieme alle sorelle Teope ed Eubula dal padre per salvare la città in base ai dettami dell’oracolo di Delfi. In loro onore fu innalzato il Leocorio dagli ateniesi[15] nel quartiere del Ceramico[16].
  2. Prassitea o Metanira madre di Trittolemo. Metanira, moglie di Celeo e madre/nutrice di Demofonte e madre di Trittolemo è chiamata anche Prassitea: è Pierre Grimal[17] che alla figura classica di Prassitea aggiunge quest’altra.

[1] Vocabolario Greco, Rocci, Dante Alighieri, 1987

[2] Ibid.

[3] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015 – 97,2

[4] Ibid. 47,b

[5] Apollodoro, Biblioteca, III, 15, 1 ss.

[6] Apollodoro, Biblioteca, II, 7, 8

[7] Igino, Favole, alla voce “Prologo”

[8] Graves, Ibid. 16,e

[9] Pausania, Viaggio in Grecia, II 15 5

[10] Graves Ibid. 48,a

[11] Enciclopedia dei Miti, Pierre Grimal (a cura di C. Cordié), Garzanti,1992, alla voce Nereidi

[12] Apollodoro, Biblioteca, III, 15, 1 + Apollonio Rodio Le Argonautiche, I 212

[13] New Larousse Encyclopedia of Mythology, Crescent Books, 1987, alla voce “Apollo”

[14]One day while gathering flowers on the slopes of the Acropolis, Creusa, daughter of Erechtheus. and Praxithea, was surprised by Apollo. She lay with him in a neighbouring cavern”.

[15] Graves, Ibid. 97,h

[16] Grimal, Ibid.

[17] Grimal, Ibid.

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