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Giudica e sarai giudicato: come morire dentro.

Giudica e sarai giudicato: come morire dentro.

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Ai Guerrieri dell’Anima:

“Giudica e sarai giudicato” è una tipica frase che sentiamo spesso, la riteniamo giusta, giustissima, ma alla fine dei conti non ci tocca mai. Anzi, non ci appartiene proprio.

Volevo allora portare come esempio il mio caso.

Per anni, per molti anni ho giudicato tutto e tutti.

Questo mi dava molto vantaggio perché mi permetteva di legarmi a diverse persone, perché i giudizi, se taglienti come i miei, mi permettevano di mostrare la mia intelligenza e malizia, di essere divertente, e dunque di fare amicizia con molte persone che ne rimanevano divertite.

È risaputo che il gossip e il pettegolezzo, usati come scudo e spada del giudizio, permettono di creare coesione sociale. Ovviamente basata su fondamenta fragili.

Ad esempio: c’è una professoressa o un capo ufficio che disturba tutti per severità, isteria, ignoranza o sadismo? Ecco che tutti ne parlano male appena possono, come dei carbonari, e questa è un’ottima occasione per creare nuovi rapporti e sentirsi uniti e vicini contro qualcosa.

Altro esempio: c’è un compagno di classe o una collega che sono sporchi, assurdi, brutti, invadenti e che non si sanno vestire? Ecco che parlare e sparlare di loro ci fa ridere insieme.

Spesso, nelle nostre debolezze, dobbiamo ringraziare questi personaggi che ci infastidiscono e ci offrono l’occasione di interagire con gli altri, superando la timidezza e la paura.

Questo però, è una via di debolezza. Ve ne parla un esperto in materia.

Se fossero solo queste le occasioni per sparlare, sarebbe quasi sano, ma alla fine creiamo e basiamo i rapporti con gli altri sul giudizio e la critica, e tu e i tuoi nuovi amici continuerete a farlo sempre e comunque, anche tra voi, anche quando sarete tra persone “cool” ecco che ci sarà sempre qualcuno meno cool o più assurdo da prendere per il culo o da giudicare.

Evvabbè siamo umani. Però ricordiamoci che molto più spesso di quanto crediamo, la persona da giudicare e da prendere per il “cool” siamo noi.

Ed ecco che il giudizio ci torna indietro.

Io personalmente, ogni volta che giudico ed ho giudicato gli altri sono poi morto dentro.

Di dolore, di vergogna, di derisione e di giudizio altrui.

Perché?

Perché prima o poi la stronzata la fai tu, prima o poi vai anche tu sotto giudizio di amici parenti o conoscenti, prima o poi qualcuno te lo riferisce (già, perché se frequenti gente che giudica in molti godono a riferirti le maldicenze), e soprattutto prima o poi ti rendi conto che dall’esterno anche tu ti guardi e ti giudichi duramente tu, proprio tu che sei il massimo della perfezione!

Ecco che allora sentiamo su di noi il disprezzo che abbiamo usato sugli altri!

E a quel punto è come essere giudicati dal giudice peggiore esistente: noi stessi.

Già. Quanto più sei un’anima sensibile e cosciente tanto più ti torturerai e non ti perdonerai mai per avere giudicato gli altri.

Il tuo ego ti parlerà così: sei una merda, ti comporti come gli altri, come quei miserabili, mi fai schifo, tu, proprio tu che sei la perfezione e non puoi fare mai un errore!

Ecco una cosa simile è dentro di te. Come avere una persona che ti odia nella tua testa e non puoi nemmeno andare da un avvocato a fare la separazione da te stesso o dalla polizia per denunciarti per stalking.

Perciò morirai dentro: o provando a diventare una persona perfetta – e non ci riuscirai mai, o per il dolore e la vergogna che senti ad ogni tuo continuo rimprovero.

È la punizione che noi stessi ci infliggiamo.

Non una punizione divina – non esistono le punizioni nel mondo divino – ma sarà tua volontà punirti come hai punito gli altri giudicandoli.

È una Legge Universale baby.

Ovunque noi siamo infatti, la nostra energia si lega alle energie presenti che compartecipano delle stesse esperienze e sensazioni: succede alle persone di una stessa classe o ad un gruppo di lavoro, così come alle persone di una famiglia, di un villaggio o di una regione. Succede anche in un bosco: gli alberi, le piante e gli animali presenti fanno parte di quell’ecosistema e così è per tutto nel piccolo e nel grande. Perciò quando feriamo una parte del Tutto facciamo del male a noi stessi.

Così come quando giudichiamo e deridiamo gli altri, feriamo noi stessi.

Ecco perché Cristo in Mt 7, 1-3 dice:

“Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi”.

Per questo sono giunti gli Inviati divini come Cristo.

Per renderci consci delle nostre disarmonie, per aiutarci ad equilibrarle, altrimenti le peggioriamo.

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