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Sulla Mitologia: la trasmissione di conoscenze avanzate

Sulla Mitologia: la trasmissione di conoscenze avanzate

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Cosa significa oggi “mitologia”?

Nella nostra epoca la mitologia è associata alla fantasia, basti vedere come la definisce la famosa Treccani per esempio:

Mitologìa – “racconto favoloso, narrazione di miti tradizionalmente tramandati”.

Mito – “narrazione fantastica tramandata oralmente o in forma scritta”.

E invece con la parola Mythos “i Greci non indicavano un racconto favoloso, affascinante ma poco credibile, come si potrebbe pensare: tutto al contrario, in questo modo essi designavano proprio il parlare autorevole” e “se guardiamo ai poemi omerici , viene definito Mythos il discorso proferito con veemenza dai maschi guerrieri  sul campo di battaglia, così come mythoi sono dette le orazioni pronunziate, in assemblea, da eroi che posseggono il prestigio necessario per farlo. Il Mythos delle origini […] è un discorso molto autorevole, pronunziato da locutori che lo sono altrettanto”. (Maurizio Bettini in L’Eterno ritorno dei miti – Robinson 14 03 2020)

Per quanto mi riguarda, e come vedremo, i miti e la mitologia sono quell’insieme di fatti accaduti realmente, conoscenze spirituali e universali avanzatissime, trasmesse oralmente nei millenni, di generazione in generazione, sotto forma di racconti, nenie, canti epici, cosmogonie e teogonie, fiabe e filastrocche.

Ripeto: i miti sono fatti accaduti e conoscenze tecniche, scientifiche e spirituali molto profonde. Quindi molto pratiche, molto utili.

E aggiungo: di una precisione straordinaria.

Per gli antichi non esisteva il concetto di fantasia, per loro c’era solo ciò che avevano visto e conoscevano, non potevano permettersi il superfluo, l’insensato: tutto doveva avere un senso e un significato per sopravvivere nel quotidiano.

Per gli antichi c’erano dunque solo fatti pratici anche mistici ma reali, accaduti, conosciuti di persona o tramandati dai saggi e dagli anziani, anche se tali racconti potevano in teoria sminuirli.

Adesso che stiamo cominciando a decifrarli, sappiamo che i racconti “mitologici” descrivono alla perfezione, anche se in maniera codificata, la storia e dell’evoluzione genetica degli umani, le catastrofi accadute sulla terra, la descrizione del nostro sistema solare, dell’intera galassia e pure di astri a noi sconosciuti, i segreti della fisica quantistica, dell’atomo, dei buchi neri, del DNA e RNA, del suono, della psiche umana e del magnetismo terrestre.

Miti e mitologia parlano dunque di qualcosa di molto concreto non di fantasie.

Queste cose le vedremo.

È per ciò davvero miserevole che la nostra civiltà liquidi “la mitologia” come un insieme di favole raccontate da gente che non aveva nulla da fare.

Queste storie perciò dovrebbero appartenerci come il più grande patrimonio a nostra disposizione perché gli antichi hanno cercato di comunicare con noi per dei motivi ben specifici.

Per aiutarci.

E il filo di trasmissione tra noi e loro era spezzato.

E adesso lo abbiamo ritrovato.

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