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IV – Re Erittonio Quarto Re di Atene

IV – Re Erittonio Quarto Re di Atene

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Erittonio

Erittonio, Atena e Gea

Erittonio, un essere per metà uomo e metà serpente (ad Atene lo rappresentavano come un serpente dalla testa umana[1]), nacque per alcuni dall’unione dello sperma di Efesto con la Terra Gea, per altri era figlio di Cecrope ugualmente essere metà serpente e metà uomo.

Erittonio divenne re[2] di Atene dopo Anfizione e prese in moglie Prassitea I, una ninfa najade, e ebbe Pandione come figlio.

“(Anfizione ndr) tenne il regno per dodici anni: poscia ne fu discacciato da Erittonio. Alcuni suppongono che questo Erittonio fosse figlio di Efesto e di Cranae, figlia di Attide: altri lo vogliono figlio di Vulcano e di Minerva[3]

Erittonio il cesto aperto

 

ETIMOLOGIA: Ἐριχθόνιος =

  1. ἐρι+χθών-“terra”=”dal molto terreno”, cioè, come interpretano i più incluso von Kamptz[4] “il potente signore della terra”. Secondo Chantraine (DELG), però, potrebbe trattarsi di un nome di origine egea.[5] Per Graves questa traduzione è errata e preferisce:
  2. Erichtonius=dalla terra dell’erica; ad Atene E. era chiamato un vento che veniva dai monti coperti di erica[6].
  3. Eris = contesa[7].
  4. Erion= Lana[8] – legato al mito principale di Atena ed Efesto. La lana serve ad Atena per pulirsi dallo sperma di Efesto e in essa nasce Erittonio.

La famiglia reale di Atene era detta degli “Eretteidi” proprio perché dicevano di discendere da questa figura e perciò usavano serpenti come simboli e amuleti. E avevano il culto del serpente nell’Eretteo.

Nascita di Erittonio

IL MITO DI ERITTONIO:

Il mito principale di E. è legato ad Atene e narra infatti dell’inganno (o scherzo) fatto da Poseidone ai danni di Efesto e Atena. Poseidone disse ad Efesto che Atena si sarebbe avvicinata nella speranza che Efesto la possedesse. Efesto ci credette e quando Atena si presentò lui provò a possederla ma lei si oppose e lui eiaculò sulla sua coscia, sopra il ginocchio. In un altro mito pare che Atena fosse andata in sposa ad Efesto e poi sfuggì dal talamo nuziale dove Efesto eiaculò.

Atena ed Efesto

In ogni caso al di là di tutto, nel mito principale Atena per pulirsi dallo sperma di Efesto usò della lana che poi gettò via nel luogo in cui poi sorgerà Atene e dove, proprio in quel momento si trovava Gea/Madre Terra in visita, per cui quello sperma fecondò Gea generando un essere metà uomo e metà serpente o “fanciullo con coda di serpente in luogo delle gambe”[9]. Gea/Madre Terra partorì poi quel figlio ma lo abbandonò perché non era stato da Lei voluto. Così Atena, impietosita, prese Erittonio sotto la sua tutela, addirittura difendendolo dai persecutori con la sua Aegis – il famoso scudo o corazza o borsa fatta con la pelle della capra Amaltea[10] –   ma per evitare di essere derisa da Poseidone (fautore dello scherzo/inganno iniziale), lo nascose in un cesto[11] e lo affidò alle figlie di Cecrope, soprattutto ad Aglauro, dicendo loro di non aprire mai il cesto.

Nella versione di Apollodoro Erittonio invece viene allevato da Efesto e affidato a Pandroso:

Vulcano lo allevò di nascosto degli altri Dei volendolo fare immortale; e postolo in un paniere, lo affidò a Pandrosa, figliuola di Cecrope, ordinandole di non iscoprirlo[12]”.

Ad un certo punto però intervenne la figura di Ermete a creare scompiglio: corruppe una delle tre sorelle di Cecrope (Aglauro) per fare sesso con l’altra (Erse) di cui si era invaghito e da lì una delle tre aprì il cesto dove era nascosto Erittonio. La sua vista comportò: la morte della moglie (Agraulo) e delle 3 figlie di Cecrope che si suicidarono lanciandosi dalla rocca di Atene (detta Cecropia) mentre per altri furono uccise per mano del serpente.

Hermes, Mercurio, Erse e Aglauro

Quando Atena seppe del tradimento e della disgrazia da un corvo, lasciò cadere il macigno gigante che aveva preparato per fortificare ulteriormente l’acropoli e divenne il monte Licabetto. Al che trasformò il corvo da bianco in nero e proibì che essi potessero entrare nell’acropoli. Infine allevò lei direttamente Erittonio, sotto la sua egida, tanto che molti pensarono fosse davvero suo figlio[13].

Per Graves il mito di Erittonio nacque solo per giustificare delle pitture arcaiche dove veniva rappresentato come fanciullo-serpente che nasce sotto l’egida della dea Athena[14].

Willem van Herp: Erittonio
OPERE DI ERITTONIO:

Quando fu il tempo, Creusa partorì in casa, ma portò il neonato nella stessa caverna in cui si era unita con il dio, […] deponendolo in una cesta rotonda, secondo l’usanza degli antenati e di Erittonio (Quarto Re di Atene ndr), generato dalla Terra: Atena gli aveva messo vicino due serpenti, come custodi, e lo aveva affidato alle Aglauridi (figlie del Primo re di Atene Cecrope I ndr). Da qui l’uso, per i discendenti di Erittonio, di crescere i figli con serpenti d’oro cesellato” – Euripide Ione 14 e ss

Per Graves Erittonio aveva poteri oracolari ed emetteva i voleri della Dea Madre nel suo ruolo di Vegliarda, cioè di Gea poi questo ruolo viene attribuito ad Atena[15]. Dato che veniva rappresentato come un serpente dalla testa umana, probabilmente era un “eroe o un fantasma di un re sacrificato che rendeva noti i desideri della dea[20]” Atena nella sua veste di “Vegliarda”. Per questo anche in altre fonti E. è visto come protettore di Atene.

Le feste Panatenaiche
Opere di Erittonio:

Vulcano pretende che Erictonio torni a vivere da capo” – scrive Ovidio nelle Metamorfosi (Libro IX, 114) alludendo al fatto che il dio Vulcano se avesse potuto avrebbe fatto tornare giovane Erittonio, re evidentemente molto stimato dal dio.

  1. Stabilì il culto di Atena (mise la sua statua antica nella rocca[16]);
  2. Istituì le feste Panatenaiche: “Checché sia di ciò, è fatto che Erittonio fu da Minerva stessa nudrito nel tempio; e che di poi, cacciato Amfizione del regno d’Atene, egli l’occupò; e mise nella rocca la statua di Minerva, ed istituì la solennità delle feste panatenee[19]”.

    Auriga 4 cavalli
  3. Insegnò l’arte di lavorare l’argento: “Il re Indo in Scizia scoprì l’argento, che Erittonio introdusse ad Atene” – Igino, Favole – alla voce “Gli inventori”.
  4. Insegnò l’uso del carro trainato da 4 cavalli[17] – usato da lui per nascondere le sue gambe di serpente e perciò si ritiene si fosse trasformato nella costellazione dell’Auriga.
  5. Atena inoltre gli donò due gocce di sangue della Gorgone Medusa, gliele legò con “auree bende alle spire del suo corpo serpentino”[18] affinchè con una curasse e con l’altra uccidesse.
Costellazione dell’Auriga

 

ERITTONIO ED ERETTEO

Erittonio ha un nome molto simile ad Eretteo, due nomi che nelle mitologie più antiche erano sinonimi, poi dopo sembrano riferirsi a due diversi eroi. Da questo si evince che “forse in origine si riferivano ad un unico dio locale, poi divenuto semplice eroe dopo l’affermazione generalizzata del culto degli dei dell’olimpo”[22].

Tempo fa infatti Minerva rinchiuse Erictonio, fanciullo creato senza madre, dentro una cesta intessuta di vimini dell’Attica, che affidò alle tre vergini nate da Cècrope, quel mostro, con l’ordine che non cercassero di scoprirne il segreto. Da un olmo fitto, nascosta tra il fremito delle foglie, io spiavo cosa stavano facendo: due, Pàndroso ed Erse, mantengono fede all’impegno, ma la terza, Aglàuro, accusa le sorelle d’essere troppo paurose e con le mani scioglie i nodi: e scopre, e mostra, e vede il volto humano, e ‘l serpentino piede.[23].

 

2) ERITTONIO FIGLIO DI DARDANO

Erittonio è strettamente legato ad Atene ma il suo nome è anche quello di un antico re di Creta o di Troia, figlio di Dardano, che generò la stirpe dei Troadi e di Troia da Troo[21] o Tros ed è citato anche nell’Iliade e nel legame con Borea si fonde con la stirpe ateniese:

“Dardano ebbe per figlio il re Erittonio, il più ricco fra tutti quanti gli uomini: tremila sue cavalle pascevano nella prateria, fiere delle loro puledre. Di loro, mentre pascolavano, s’innamorò Borea e le montò, prendendo l’aspetto di un cavallo dalla chioma scura: rimasero gravide e partorirono dodici puledrine, che, quando balzavano sulla fertile piana, sfioravano la punta delle spighe senza spezzarle, e quando balzavano sul vasto dorso del mare, correvano sul pelo dei frangenti del mare. Erittonio generò Troo, re dei Troiani. Troo ebbe tre nobili figli: Ilo, Assaraco e Ganimede pari agli dèi, il piu bello fra tutti quanti gli uomini; per la sua bellezza gli dèi lo rapirono m e lo misero a fare il coppiere di Zeus, vivendo tra gli immortali.” Omero, Iliade XX 219 e sgg

 

 

[1] Robert Graves – I miti greci, ed Longanesi 25,2

[2] Apollodoro, Bibliotheca, 3, 14, 6 ss.

[3] Apollodoro ibid

[4] Homerische Personennamen, p. 92

[5] Dizionario Etimologico della Mitologia Greca (DEMGOL) dir. Da Ezio Pellizer

[6] Robert Graves – I miti greci, ed Longanesi 25,2

[7] Robert Graves – I miti greci, ed Longanesi 25,1

[8] Robert Graves – I miti greci, ed Longanesi 25,1

[9] Robert Graves – I miti greci, ed Longanesi 25,d

[10] Robert Graves, La Dea Bianca, ed. Adelphi pag 504

[11] Pausania, Viaggio in Grecia, 1.18.2

[12] Apollodoro Biblioteca, III 14 5

[13] Graves 25,e

[14] Graves 25,1

[15] Graves ibid.

[16]  G. Stano, Dizionario di miti, leggende, costumi, Greco-Romani, ed. SEI da Apollodoro, Bibliotheca 3,14, 6

[17] Robert Graves – I miti greci, ed Longanesi 25,e

[18] Robert Graves – I miti greci 50,e

[19] Apollodoro Biblioteca, III 14 6

[20] Robert Graves – I miti greci 25,2

[21] Robert Graves – I miti greci 158,g

[22] Anna Ferrari dizionario di mitologia

[23] Ovidio Metamorfosi II 24

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