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Sulla Mitologia: Gli antichi vivevano una quotidianità degna di un fantasy.

Sulla Mitologia: Gli antichi vivevano una quotidianità degna di un fantasy.

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La gran parte delle persone, soprattutto gli accademici, si approccia ai miti e alla mitologia come ad un insieme di canti di gesta, fiabe, filastrocche piene di vicende fantastiche ed eroi irreali.

E io vi chiedo: ma secondo voi avevano il tempo per storie senza senso e inventate?

I popoli antichi erano infatti per forza di cose persone essenziali e concrete, continuamente impegnate a gestire una realtà quotidiana rischiosissima senza l’aiuto della minima tecnologia che oggi diamo per scontata.

E stiamo parlando di rischi reali che oggi noi releghiamo alla fantasia nel vero senso della parola ma che allora erano ben concreti e reali.

Escludendo i cambi climatici e gli sconvolgimenti catastrofici accertati che gli antichi hanno vissuto (impatto di asteroidi, vulcanismo, glaciazioni) e che ancora oggi imperversano, anticamente c’erano due fattori di rischio oggi ormai impensabili.

Il primo rischio era la Natura: che allora era potente e abbondante in tutte le sue manifestazioni perché non era stata “addomesticata” e impoverita dall’uomo: stiamo parlando di boschi impenetrabili, fiumi invalicabili ma soprattutto insetti e animali.

Anticamente gli umani non avevano disboscato tre quarti del pianeta, ucciso quasi tutti gli animali e nemmeno cosparso intere regioni di diserbanti e antiparassitari che distruggono ogni cosa. No. Allora potevi morire dietro l’angolo anche solo per ragni, serpi, scorpioni di cui era pieno ogni luogo e dalle dimensioni notevoli, figuriamoci case e capanne vicine ad un bosco.

Oltre agli insetti c’erano soprattutto animali selvaggi ovunque, molto più grandi di oggi. Stiamo parlando di leoni, tigri, orsi, cinghiali, lupi etc. presenti in tutti i continenti e capaci di sbucare in ogni momento davanti a persone che indosso avevano al massimo un pugnale o una lancia ma niente più perché spade, scudi, archi e armature sono arrivate molto tardi. E mi sto limitando agli animali di terra non di mare.

Il secondo fattore di rischio erano gli umani. Mi spiego meglio. Anche solo basandomi su dati reali e storici verificabili e riconosciuti, perché ci sono altrettanti dati verificabili ma non inseriti nei libri di storia, almeno dal 3500 a.C. il rischio che, dall’Europa sino al Giappone, dietro l’angolo ti sbucasse un predone, un guerriero, un gruppo di guerrieri o un esercito intero che arrivava a cavallo o in nave e ti metteva a ferro e fuoco la tua casa, il tuo villaggio, l’intera regione e l’intero continente era molto alto. E allora non c’era né polizia né esercito a difendere il tuo villaggio sperduto nel bosco.

Quindi vi chiedo: siamo sicuri che gli antichi fossero degli idioti che si divertivano a passare il tempo a raccontare favolette fantastiche e filastrocche per puro diletto?

E non raccontiamoci che i miti fantastici servivano per evadere dalla realtà.

Perché un tempo i fantasy li vivevano nella realtà.

Raccontare storie per puro diletto è una follia solo nostra. Lasciamola agli psicologi.

E allora prima di liquidare gli antichi e le loro favolette inutili cerchiamo di capirli, perché il loro messaggio è fondamentale per ritrovare noi stessi.

Perché ci siamo persi. E grazie a loro possiamo ritrovarci.

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