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0 – Il punto di vista di un africano

0 – Il punto di vista di un africano

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Prima di iniziare a parlare di Africa, avete mai letto il punto di vista di un africano orgoglioso di esserlo e con la propria identità?

Ecco allora il punto di vista di Credo Mutwa, uno dei più grandi sciamani e intellettuali africani viventi, tratto dal suo capolavoro:

Credo Mutwa, Indaba, my children, Canongate ed. 1998

E ancora l’Uomo Bianco, che non smetterà mai di essere un idealista, si aspetta che  l’africano accetti la sua magnifica civiltà[…]. A meno che gli ideali africani e stranieri non si fondano alla perfezione, ci dovrà essere per forza un periodo d’instabilità, non importa quanto il paese in questione sia civilizzato in apparenza.

La storia è piena di esempi simili.

Prendiamo ad esempio la Germania, una nazione per lungo tempo monarchica, che passando ad un governo repubblicano ha subìto uno sconvolgimento causato dall’avvento della dittatura.

Oppure prendiamo  il vergognoso caos che seguì il collasso della monarchia in Francia. Ci volle la dittatura napoleonica per chiarire esplicitamente il loro concetto di “Libertà, Uguaglianza e Fratellanza”.

Molti di coloro interessati a ciò che oggi accade in Africa si stupiscono dunque di come non emerga una perfetta forma di governo democratico con un’opposizione riconosciuta ma che anzi virano tutti verso dittature.

La verità è che l’uomo africano non può comprendere come un paese possa essere governato da due nemici costantemente l’uno alla gola dell’altro.

Un paese così non potrà mai essere sereno nè stabile.

Per l’uomo africano tutti i disaccordi devono concludersi con uno scontro e con la secessione.

L’uomo africano non ha l’anima leggera ed elastica che hanno tutte le razze ed essere dominato da due parti eternamente in lotta è così ripugnante ed estraneo così come il suo modo di vivere lo è per la mente europea.

Un africano può dare la sua lealtà solo ad un gruppo di capi che governano in un’unica direzione nel bene e nel male.

La doppia fedeltà che dovrebbero dare ad un sistema bipartitico la trovano sia goffa che poco pratica e prima o poi fatale perché per un africano un membro dell’opposizione non è semplicemente colui che detiene un punto di vista diverso ma è un nemico mortale che deve essere ucciso.

Discorsi come “freddà rivalità” e “accordo al disaccordo” non hanno spazio nella mente dell’africano.

Noi o amiamo od odiamo, o siamo d’accordo oppure siamo contrari e combattiamo fino alla morte.