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II – Le Agraulidi, la leggenda del corvo bianco e del monte Licabetto

II – Le Agraulidi, la leggenda del corvo bianco e del monte Licabetto

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LE AGRAULIDI:

AGRAULO, AGLAURO, ERSE, PANDROSO

 

Aglauro, Erse, Pandroso ed Erittonio

La stirpe ateniese del primo re Atteo, evidentemente interrotta dal Diluvio Universale dopo il quale giunsero il regno di Cranao e di Anfizione, riprenderà il filo grazie ad Agraulo, figlia di Atteo che sposerà Re Cecrope, noto per essere metà uomo e metà serpente.

Dall’unione tra Cecrope e Agraulo nasceranno le tre famose Agraulidi, cioè le figlie di Agraulo: Aglauro, Erse e Pandroso

Cecrope, indigena, or uomo, ed ora serpente, fu il primo che regnò nell’ Attica […] prese in moglie Agraulo, figlia di Atteo, e n’ebbe per figlio Erisittone, il quale morì senza aver lasciata prole maschile: bensì lasciò tre figlie, e furono Agraulo, Erse e Pandrosa[1]”.

1)      AGLAURO – Aglauros, chiamata talvolta anche Agraulo come la madre;

2)      ERSE: Ἕρση- Significa semplicemente “rugiada”.

3)      PANDROSO: Пάνδροσος – significa quindi “tutta rugiada”.

4)      FENICE: Secondo Grimal in alcuni autori si parlava di una quarta sorella detta appunto Fenice.

Cecrope e Atena accolgono Erittonio da Madre Terra

La leggenda vuole che Erittonio nacque dall’unione tra lo sperma di Efesto e la Terra (passando per Atena), e così Atena (e in alcuni autori a volte è anche Efesto a farlo[2]) affidò il bambino alle aglauridi in un cesto con l’ordine perentorio di non aprirlo mai.

Un giorno mentre le sorelle tornavano da una festa sacra dal tempio di Atena portando un cesto (di Erittonio o con altri oggetti sacri) in testa a turno (è questo particolare che sarà poi fondamentale), Ermes vide Erse “bellissima fra le donzelle che recavano, nelle ceste, ì doni a Minerva[3]”, perciò pagò Aglauro perché aprisse la porta della loro stanza e possedesse Erse di cui si era innamorato. Aglauro, resa gelosa di Erse a causa di una maledizione di Atena, prese l’oro ma non aiutò Ermes che infuriato la trasformò in pietra nera[4]. Ermes possedette comunque Erse che da qui generò Cefalo e per alcuni anche Cerice – primo araldo dei Misteri di Eleusi.

Pierre,Jean-Baptiste Marie – Ermes visita Agraulo, Aglauro, Erse e Pandroso

Successivamente le sorelle (si veda sotto) aprirono il cesto e trovarono un essere per metà bambino e per metà serpente (o secondo altre versioni con solo i piedi serpentiformi o protetto da serpenti o con la sola testa umana).

Diè la cesta à tre vergini in deposto,/Ma, che non la scoprisser, loro impose./Queste donzelle, in guardia al mostro date/Del re d’Athene Cecrope eran nate./Sopra un’olmo io mi sto fra fronda, e fronda/Guardando hor questa, hor quell’altra fanciulla./Ne la prima non fa, ne la seconda/La legge di Minerva irrita, e nulla./La terza una, e due volte, e tre circonda/La mal fidata, e mostruosa culla./Chiama al fin l’altre, e scopre, e mostra, e vede/Il volto humano, e ‘l serpentino piede[5]”.

In quasi tutte le versioni gli autori concordano nel fatto che l’aver aperto il cesto e la visione dell’essere mostruoso fece impazzire le ragazze che si suicidarono gettandosi dalla rupe di Atene (Eretteo o rocca Cecropia – tutti nomi legati alla stirpe reale di Atene).

Vulcano lo allevò (Erittonio ndr) di nascosto degli altri Dei volendolo fare immortale; e postolo in un paniere, lo affidò a Pandrosa, figliuola di Cecrope, ordinandole di non iscoprirla Ma le sorelle di Pandrosa, tròppo curiose, scoprirono il paniere, e svolgendo il fanciullo videro un drago. V’ha chi ha detto che furono da quel drago uccise. Secondo altri, per lo sdegna di Minerva cadute in furore, si precipitarono dall’ alto della rocca[6]”.

L’antica leggenda di Atena e del corvo nero

LA LEGGENDA DEL CORVO BIANCO DIVENTATO NERO E DEL MONTE LICABETTO

Quando Atena seppe da un corvo bianco che era stato violato il patto di segretezza sul cesto in cui era nascosto Erittonio e della disgraziata morte delle sorelle, lasciò cadere il macigno gigante che aveva preparato per fortificare ulteriormente l’acropoli ed esso divenne poi il monte Licabetto.

Monte Licabetto ad Atene

Dopo di che trasformò il corvo che aveva portato la notizia da bianco a nero e sancì che mai più i corvi sarebbero potuti entrare nell’acropoli. Infine allevò direttamente Erittonio, sotto la sua egida, tanto che molti pensarono fosse davvero suo figlio[7].

Corvo nero e corvo bianco

[1] Apollodoro Biblioteca III 14 5
[2] Apollodoro Ibid. III 14 6
[3] Dizionario di miti, leggende, costumi Greco-Romani, G. Stano, ed. SEI, 1950, vedi Aglauro
[4] Dizionario di miti, leggende, costumi Greco-Romani, G. Stano, ed. SEI, 1950 + Encyclopedia of myths and legends of ancient Greece and Rome by E. M. Berens, 2012 Edited by James Hampton Belton
[5] Ovidio Metamorfosi 2
[6] Apollodoro Ibid. III 14 6
[7] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015, 25,e

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