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V – Pasitea La Regina ninfa nereide sposa di Re Erittonio

V – Pasitea La Regina ninfa nereide sposa di Re Erittonio

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PASITEA
La ninfa nereide regina e sposa di Erittonio
Ninfe dell’acqua con Ila – Henrietta Rae (1859–1928)

Πασιθέη – PASITEA

  1. Per Graves[1] significa “la Dea di tutti gli uomini”. Questo nome per Graves deriva dalle parole Πασι Θεα καλη – “la dea che è bella per tutti gli uomini”, ipotesi che trova conferma in Omero che usa entrambi i nomi per le due Grazie e cioè Pasitea e Cale.
  2. Per von Kamptz[2] a differenza di altri numerosi composti determinativi in -θεά, -θεή, “dea”, come Idotea, Amfitea, Leucotea, questo nome viene interpretato come composto verbale dall’omerico θηέομαι, “guardo con ammirazione”, e significherebbe dunque “ammirata da tutti”.[3]

    Nereidi – Teti su Ippocampo

Pasitea è una donna ritenuta quasi sempre una bellissima ninfa nereide najade, cioè un essere non propriamente umano e per l’appunto una ninfa dell’acqua marina. Le Nereidi in quanto discendenti delle divinità marine Nereo e Doride rappresentano gli esseri insondabili, enti della natura spesso venerati che incarnano le varie forme di acqua marina o di animali di mare.

In quanto ninfe di mare vivono in fondo al mare col padre Nereo, sono bellissime e vivono tessendo e cantando e sono anche esse longeve ma mortali.

Pasitea è appunto una di esse e sposò il Re di Atene Erittonio. Spesso è confusa con Prassitea, moglie dell’altro re di Atene Eretteo, sia per la somiglianza del nome e soprattutto perchè entrambe sono ninfe Naiadi.

Pasitea oltre ad essere regina e moglie di Erittonio figura anche come altri personaggi:

  1. Sposa del Re di Atene Erittonio il quale, come ricorda Apollodoro, “prese poi in moglie la najade Pasitea, da cui nacque Pandione[4]”.
  2. Sposa del Sonno in persona. In Omero[5] infatti è una delle due Cariti o Grazie (antiche divinità della vegetazione), promessa sposa a Hypnos/Sonno dopo un solenne giuramento di Era, in cambio di far addormentare Zeus per distrarlo dagli avvenimenti della guerra. Nell’Iliade infatti Era rivolta al Sonno afferma:

    Una rappresentazione delle tre Grazie

Ma via, una delle giovani Grazie io ti darò in matrimonio, ché sia detta tua sposa, Pasitea; sempre tu ne sei innamorato[6]”.  Il Sonno, in risposta dice: “Giura […] che tu mi darai una delle giovani Grazie, Pasitea; io sempre ne sono innamorato[7]”.

Pausania a riguardo aggiunge:

Omero poi (conciossiachè anche costui rammentò le Grazie) […] Di Pasitea dice, che fosse suo amante il Sonno: e quando parla di esso fa quel verso: “Certo che una darammi delle Grazie Più giovani”. Per questa ragione alcuni sospettano che Omero conosceva altre Grazie più vecchie ancora[8].

  1. Esiodo a differenza di Omero considera tre le Cariti generate a Zeus da Eurinome e le chiama Aglaia, Eufrosine e Talia[9] ma cita Pasitea nella Teogonia ed elencando le Nereidi (divinità marine) la annovera come una di loro:

“Κυμοθόη Σπειώ τε θοὴ Θαλίη τ’ ἐρόεσσα Πασιθέη τ’ Ἐρατώ τε καὶ Εὐνίκη ῥοδόπηχυς καὶ Μελίτη χαρίεσσα καὶ Εὐλιμένη καὶ Ἀγαυὴ Δωτώ τε Πρωτώ τε Φέρουσά τε Δυναμένη τε Νησαίη τε καὶ Ἀκταίη καὶ Πρωτομέδεια – Kymothóē, Speiṓ veloce e l’amabile Thalíē, Pasithéa, Eratṓ, Euníkē dalle braccia di rosa, Melítē graziosa, Euliménē, Agauḗ, Dōtṓ e Prōthṓ e Férousa e Dynaménē, Nēsaía, Aktaía e Prōtomédeia[10]”.

Pasitae era considerata una Nereide
  1. Per Graves esiste anche un’altra Pasitea/Fasitea/Prassitea figlia di Leo (figlio di Orfeo e antenato dei Leontidi ateniesi) sacrificata insieme alle sorelle Teope ed Eubula dal padre per salvare la città in base ai dettami dell’oracolo di Delfi. In loro onore fu innalzato il Leocorio dagli ateniesi[11] nel quartiere del Ceramico[12].

[1] Robert Graves, I miti greci, ed. Longanesi, 2015, 13,3

[2] Homerische Personennamen § 33 c, p. 100

[3] Dizionario Etimologico della Mitologia Greca (DEMGOL) dir. da Ezio Pellizer

[4] Apollodoro, Biblioteca, III, 14, 6 ss.

[5] Iliade 14, 275-276

[6] Omero, Iliade, vers. Di Rosa Calzecchi Onesti, Einaudi, 1950: XIV, 267-269

[7] Ibid: XIV, 271-276

[8] Pausania IX 35 1

[9] Esiodo, Teogonia, 907-911.

[10] Esiodo, Teogonia 245 – 249:

[11] Graves, Ibid. 97,h

[12] Enciclopedia dei Miti, Pierre Grimal (a cura di C. Cordié), Garzanti,1992

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