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MARCO DOLCETTA Parte I

MARCO DOLCETTA Parte I

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INTERVISTA A MARCO CAPUZZO DOLCETTA

Parte I

 

Se fate parte di quelli che credono di riconoscere un monaco dall’abito e uno scrittore dalla faccia, allora smettete di leggere. Leggetevi la storia nei manuali di scuola perché la vera Storia non fa per voi.

Non avete ancora smesso? Bene. Allora comincio.

“Era sempre più giovane…sempre più strano e misterioso…era ogni volta sempre più giovane….”

Fermo il registratore. Indugio. Non mi trattengo e chiedo:

«Mi scusi Professor Dolcetta ma…lei vedeva Marquès Rivière ringiovanire?»

«Sì certo.»

«E com’è possibile?» – chiedo titubante ma assetato.

La risposta danza tra le parole che sento:

“nelle Ss c’era un monaco tibetano…rivelato segreti per ottenere ciò che si desidera…ha scelto di non morire…esorcismo potente fatto da un vescovo nazista…”.

La mia concentrazione si perde.

Mi guardo i piedi. Vedo una terra arcana, nuova ma antica.

Ci sono piante diverse, strani uccelli nel cielo, ci sono due soli.

Un sole che splende ed un sole nero. Ho varcato il confine.

Sono a casa del Professor Marco Dolcetta.

Il Professor Dolcetta non ha il cappello di Indiana Jones, non fa le battute di James Bond, è un uomo gentile che prima di essere intervistato mi fa anche una domanda. Come fanno quelli che vogliono sempre imparare.

Il Professor Dolcetta, allievo di Raymond Aron e di Marc Ferro, ha una dote straordinaria: riesce ad ascoltare i vinti.

Solo chi ascolta anche i vinti, senza imporre il proprio punto di vista, è il vero storico.

Perciò il Professore è uno straordinario intervistatore della Storia che è riuscito ad avvicinare l’impossibile: da Leon Degrelle al banchiere Genoud, da Miguel Serrano ad Hora Sima, compresi Pinochet ed Harrer (l’uomo dei 7 anni in Tibet).

Ha voluto conoscere personalmente i figli di Himmler, di Goering, di Mengele.

Ha trovato documenti sconvolgenti come i rapporti dove le Ss si lamentano perché il futuro papa Karol Wojtyla ha ucciso due membri della Gestapo per sfuggirne alla cattura[1].

Ha visto manoscritti inediti di Hitler e documenti introvabili dove pare ci siano le prove sulla vera fine del Fuhrer nazista.

Ha indagato sui nascondigli dei più grandi gerarchi nazisti a dispetto di ben più strutturate organizzazioni come il centro Wiesenthal a cui chiese:

«Ma com’è possibile che non avete mai cercato i peggiori fanatici come Bormann e Muller!?»

«Ha ragione, non ci abbiamo mai pensato!» – gli risposero.

Chiedete quindi a lui che fine hanno fatto sia Bormann che “Gestapo” Muller.

Potrete leggerlo nei suoi libri sconvolgenti, tra cui il preziosissimo “Gli Spettri del Quarto Reich” – libro che metterei nei programmi scolastici per capire cosa accadde dopo la seconda guerra mondiale – dove troverete le sue incredibili avventure e soprattutto testimonianze vere, dirette.

Solo così potrete cominciare a capire cosa realmente muovesse e muova ancora oggi, militanti, soldati, scienziati e simpatizzanti.

Perché quella storia è tornata, per colpa nostra, perché non sappiamo ascoltare l’altro da noi.

 

  1. Professor Dolcetta nessuno come lei ha varcato il confine tra vincitori e vinti, tra santi e demoni, conoscendo cose che i più stenterebbero a credere. In tutti questi anni, qual’è l’episodio o la persona che più l’ha colpita?
    «Beh, chi mi ha colpito è Degrelle [2] per la sua veemenza per la sua solarità, per la sua forza; Horia Sima [3], colui che sostituì Codreanu [4] al comando, per la sua tenebrosità, per la sua forza in senso esattamente opposto a Degrelle e il vecchio amico Miguel Serrano [5] per la sua straordinaria simpatia e fantasia. Un altro personaggio che mi ha colpito ed è un pò forse una via di mezzo fra tutti questi è il Professor Pio Filippani Ronconi [6] che è morto un anno e mezzo fa (nel Febbraio 2010 ndr) e qui lo ricordo con tanta simpatia e l’ho conosciuto anche tardi perchè non avevo inizialmente capito bene il personaggio mentre era in realtà un personaggio che ha la vitalità di un Serrano e la conoscenza vera delle cose, le ha vissute: sia i viaggi in oriente, viaggi che ha fatto anche Serrano ma in altro modo, ma in tempi più remoti ha combattuto la sua causa, non se n’è mai pentito, insomma un personaggio di livello. Un altro personaggio, il più misterioso di tutti, il più inquietante, è stato Jean Marquès Rivière [7] senza dubbio, cui ho dedicato il mio primo libro di politico-occulto: è un signore di 100 e passa anni e quando l’ho conosciuto sembrava un ragazzino, perchè Rivière è un amico di Guenon, poi si scoprì che era sempre stato uomo di Tysserand, quindi uomo del Vaticano che creò la R.I.S.S. (Revue Internationale des Sociétés Sècretes Ndr) che erano i Servizi Segreti del Vaticano, che si infilò come infiltrato nella massoneria, si finse pentito, entrò nelle SS durante la guerra, fece la polizia antisetta a Parigi, fece un film “Le forze Occulte” (diretto da Paul Riche/Jean Mamy nel 1943 Ndr), scrisse diversi libri, fece la rivista “Revue Massonique”, mensile di denuncia delle strategie massoniche, e fece una grande esposizione sul pericolo ebreo e sulla massoneria. Io l’ho conosciuto a Lione negli anni ’70 e ’80, ed era veramente anziano però ogni volta sembrava sempre più giovane, sempre più strano, sempre più misterioso, devo dire un personaggio molto misterioso.»
  2. Il nazionalsocialismo: in pochi anni sono stati varcati confini scientifici, militari, umani che ancora ci sconvolgono e ci turbano. Cosa è avvenuto in quegli anni secondo lei? Fu aperto un “vaso di pandora” demoniaco?
    «Potrebbero essere tutte e due eh! Cioè sicuramente è stato un momento di lucidità luciferina, volendola definire con la terminologia adatta ai tempi che corrono e alla visione di pensare che esista Lucifero e che sia buono o cattivo, insomma Lucifero è un portatore di Luce. Sicuramente è stata portata luce su un lato oscuro, che non se lo sono inventati i nazionalsocialisti, ma che è stato creato un sincretismo mitologico, cioè è come se una straordinaria mente lucida, un insieme di menti, avessero deciso ad un certo punto che bisognava dare una svolta a qualcosa: o accelerare la distruzione dell’occidente o cercare di restaurare una versione mitica dell’occidente, inventandosi delle maniere di sincretismo fra svariate forme di sapere. Sapere religioso, esoterico e non esoterico. Per esempio, sicuramente c’è una componente tantrica, una componente di esoterismo islamico, una componente legata anche alla Kabbalah, c’è una componente Wotanista, odinica, c’è un modo di vedere particolare anche del cristianesimo, c’è del razzismo, dell’arianesimo, c’è del mazdeismo, c’è una grande interlucidità tecnologica sulla medicina e sull’elettronica a venire, cioè tutto un insieme legato di cose, mi fa venire in mente un romanzo di Kubin [9] che si chiama “L’altra parte” (pubblicato nel 1909 in Germania ndr) dove c’è questo personaggio principale che si chiama Patera, che vive nel regno del passato in Cina, nei monti Altaj, che sono i monti dove Gurdjeff [10] è stato…Questo è un romanzo tedesco venuto su negli anni ’20, quindi antecedente al nazionalsocialismo, era la parafrasi, la parodia della città europea che si ricrea nell’architettura e nei modi di pensare in Cina tramite un giovane studente austriaco, viaggiatore, il quale va là […] in questa città piena di contraddizioni, fasulla e tragica e cruenta contemporaneamente, che è questo regno del passato. Che poi alla fine si capisce che questo Patera […] che sta cercando di fuggire nella città che si distrugge, finisce in un antro dove ci sono dei monaci che invece pensano tutto questo che sta accadendo: delle entità pensanti e questo Patera, finito, esaurito il suo ruolo, si brucia in un fuoco fatto da questi monaci che assistono impotenti e disinteressati alla distruzione. Dunque in quegli anni un’accelerazione in soli dodici anni: sei positivissimi e sei negativissimi: perchè? Non si sa, è un mistero. È questo che mi ha attratto, non tanto l’adesione o meno, mi ripugna l’idea che si uccida una persona, ieri ho visto un cagnolino morto e me lo sto ancora sognando, ho un rigetto verso il sangue, non ne ho la fascinazione, come non sono nemmeno così desideroso di compensazioni perchè ci sono dei nazisti che lo sono in quanto frustrati nella vita e quindi compensano, il che è una cosa piuttosto kitsch. Ma cosa mi ha affascinato al punto di occuparmene? – perchè ovviamente c’è sempre una fascinazione. Quindi non ho una visione ma una fascinazione […] Nonostante questo il nazismo non è un fenomeno che è passato inosservato: Hitler è il logo che più si è venduto nel XX secolo e quando la rivista Times ha fatto un sondaggio nel 1999 su chi era il personaggio del secolo, vinceva Hitler e allora hanno detto: “lasciamo perdere” ed hanno annullato i concorsi. Allora diciamo, è tutto legato: se ci pensi l’ultimo Papa (Ratzinger ndr) era una Ss e non lo nega nessuno, il penultimo (Papa Karol Wojtyla) ha ucciso delle SS (si veda ne “Gli spettri del Quarto Reich [11]” ndr), allora, siamo ancora dentro a questa storia noi europei. È una storia strana ed io, che sono nato nel 1951, non l’ho vista in prima persona, le ho sentite in ritardo perchè non sono nato allora, ma pur sempre ho visto, ho sentito dire, collezionato ed archiviato le testimonianze e i documenti proprio per dare la testimonianza di qualcosa che oggettivamente mentre parliamo non si potrebbe più fare.»
  3. Uno strano confine. Nè il mossad nè i cacciatori di nazisti di Wiesenthal [12] hanno mai avuto problemi a vendicarsi dei carnefici, pero’ è stato lei a ricordare a Wiesenthal che si erano dimenticati dei più fanatici: Bormann [13] e “gestapo” Muller [14]. Perchè non li hanno mai cercati? Qualcuno li ha protetti?
    «Invece oggi il nazismo lo vendono, continuano a venderlo, come credo che si cerchi fisicamente un Aribert Heim [15] – un personaggio di terzo livello del nazismo anche perchè non aveva fatto chissà cosa se non una settimana ad Auschwitz –  al Wiesenthal Centre  diretto da Ephraim Zuroff [16] lo cercano ancora, ma solo per avere essi stessi una ragione di vita alla ricerca dei vecchi nazisti, un Heim se non è morto lo è comunque, ma il concetto è che sino a 4 anni fa non lo cercava nessuno ed era stato ignorato anche quando era più giovane. Guarda caso a Zuroff, il gestore del Wiesenthal Centre, gli dicono di cercarlo e non lo trova mai.  Il Wiesenthal Centre ora non ha niente a che vedere con quel personaggio di Wiesenthal che ho conosciuto bene, anche se anche lui era disinformato sulla questione. Il Wiesenthal Centre vive di questi personaggi fasulli che ormai saranno praticamente morti o morti viventi che devono giustificare un trend ideologico-economico che è stato descritto bene nel libro di Finkelstein [17] che si chiama “L’industria dell’olocausto”, Edizioni Rizzoli, che spiega perchè esistono fenomeni ideologici per cui l’olocausto che fino al 1962 era qualcosa di cui vergognarsi, poi è diventato un qualcosa con la maiuscola ma questo è un altro discorso. Diciamo che di fatto il nazismo mi ha colpito per il mistero, per il fatto che sicuramente non è una cosa da sottovalutare né un fenomeno di quattro criminali aizzati dall’industria pesante tedesca per vendere le cose – visione materialistica piuttosto riduttiva – basti pensare che al processo di Norimberga si è parlato di tutto meno che dell’ideologia dei nazisti. L’unico che ha parlato dell’ideologia di destra in tempi relativamente remoti è Furio Jesi [18] che è morto, ha scritto un libro molto interessante sull’argomento – Cultura di destra [19] anche se non esauriente – e lì si capisce che c’è un pensiero, non forte, ma fortissimo cioè talmente forte che è una bomba atomica proprio per la semplicità del pensiero per cui meglio nasconderlo, meglio tacere altrimenti si crea un problema perchè quello che traspare è sempre così censurato oppure con le postille per cui il nazismo sono sempre “i morti” della guerra. Sì, è giusto parlarne ma anche pensare che c’è un’ideologia, che c’è un pensiero strutturato che non va ridicolizzato. Forse non se ne vuole parlare perchè fa anche un po’ impressione. Quindi mi ha colpito la forza di questo pensiero, il suo mistero, il fatto che fosse emarginato, e quindi gli emarginati sono sempre i più interessanti e il fatto che effettivamente conoscendo, c’erano mille legami, mille rimandi, come se fosse veramente un gioco molto più grande di noi, che, tra il lavoro che ho fatto di film, documentari e televisione, articoli e ricerche, sono sceso in un iceberg profondo 100 kilometri ma di cui io ne ho percorsi solo 5»
  4. Il fatto che venga ridicolizzato e demonizzato il nazismo puo’ facilitarne il ritorno?
    «Facilitarne il ritorno non credo ma intanto posso dire che è come una miniera esaurita salvo trovare altre falde che non so dove siano. C’è stata una congiunzione di interessi, di menti, di capitali, di tante cose che hanno permesso di creare il nazismo. Se noi ci rifacciamo alle esternazioni di riferimento del cosiddetto nazionalsocialismo, oggi come i vecchi nazisti di una volta, sono totalmente inadeguati, non possono certo essere quelli della curva nord della Lazio, non possono essere dei piccolo borghesi miserabili come Alemanno, Fini, questi disgraziati come un La Russa, dei poveracci che non vedono l’ora di farsi la casetta in campagna. Quello non ha nulla a che vedere con la forza che veniva un tempo: saranno dei disgraziati ma io non vedo nulla oggi dell’etica anche criminale del giovane SS lettone che va volontario a 18 anni contro i bolscevichi per esempio. Giusto o sbagliato che sia è tutta un’altra storia. Quindi diciamo che i fenomeni attuali sono delle buffonate.»

 

Leggi la seconda parte dell’intervista

 

 

[1] Marco Capuzzo Dolcetta, Gli Spettri  del Quarto Reich, Rizzoli 2007
[2]    Politico Belga (1906-1994) entrato a combattere nelle Ss durante la II Guerra Mondiale
[3]    Politico rumeno(1907 – 1993), sostituì Codreanu come leader della Guardia di Ferro o  Legione dell’Arcangelo Michele
[4]    Leader e fondatore (1899 – 1938) della Guardia di Ferro o Legione dell’Arcangelo Michele in Romania, fucilato nel ’38
[5]    Politico scrittore cileno (1917-2009)  fondatore del partito Nazista cileno
[6]    Eroe di guerra nella II guerra mondiale, passato alle Waffen Ss nel 1943, noto docente  e studioso di Studi, filosofie e religioni Orientali (1920 – 2010)
[7]    Giornalista, scrittore e collaborazionista francese, ha militato nelle Ss Charlemagne (1903 – 2000 ?)
[9]    Scrittore austriaco (1877 – 1959)
[10] Scrittore, mistico esoterico, imprenditore armeno (1872 – 1949)
[11] Marco Capuzzo Dolcetta, Gli Spettri  del Quarto Reich, Rizzoli 2007
[12] Simon Wiesenthal (1908 – 2005)
[13] Martin Bormann (1900 – 1945 ?) politico tedesco, scomparso misteriosamente
[14] Heinrich Muller (1900 – 1945 ?) politico tedesco, capo della Gestapo, scomparso misteriosamente
[15] Medico tedesco (1914 – 1992 ?)
[16] Direttore del Simon Wiesenthal Centre di Gerusalemme
[17] Norman Finkelstein , L’industria dell’olocausto, Rizzoli, 2004
[18] Scrittore, saggista italiano (1941 – 1980)
[19] Riedito da Nottetempo, Roma, 2011