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VIII C – I figli di Pandione II: Lico il sacerdote

VIII C – I figli di Pandione II: Lico il sacerdote

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4) LICO il sacerdote

Λύκος[1] – Significa semplicemente “lupo”. Carnoy (DEMGR) ipotizza anche che possa significare “luce” (cfr. λύκη, latino lux).

Come figlio di Pandione II prese l’Eubea (il suo regno fu assegnato a sorte).

Di base Lico era un sacerdote e indovino più che un re ma in ogni caso fu scacciato da Atene dal fratello Egeo e si rifugiò in Cilicia da Sarpedone – fratello-nemico di Minosse – che poi divenne Licia dal suo nome.

Regioni greche

 

Lico e i culti misterici 

Lico in generale ha dei forti legami sia con Apollo che con le grandi dee Demetra e Persefone/Core cioè i Misteri di Eleusi.

Misteri di Eleusi

a)      Lico e il culto delle dee:

Lico fuggito da Atene – città di Atena – si rifugiò da Afareo ad Arene (Messenia) e dopo “avere iniziato l’intera famiglia reale ai Misteri delle grandi dee Demetra e Persefone[2]”, “nonché ai misteri di Attide[3]” (figlia di Cranao, re di Atene ai tempi del Diluvio), si reca ad Andania (sempre in Messenia) dove in un bosco di querce che ha ancora il suo nome, Lico purificava gli iniziati: “querceto di Lico chiamano fin oggi il luogo, dove purgò gl’iniziati. E che in questa terra sia il querceto detto di Lico, la ha poetato Riano Cretése: Presso dell’aspro Elèo, di Lico oltre il querceto” [4].

Misteri di Eleusi

Praticamente Lico ricalca le orme di Caucone che portò per primo i Misteri di Eleusi in Messenia[5]. In seguito a Lico ci sarà Metapo a riformare tali culti:

Demetra

Imperciocché vi sono delle parti della iniziazione, che Metapo ancora riformò. Questo Metapo era di schiatta ateniese, e compositore di iniziazioni, e di ogni sorta di misteri. Costui institui ancora la iniziazione de’ Cabiri presso i Tebani. Dedicò ancora nel recinto de’ Licomedi una immagine con un epigramma, il quale fralle altre cose contiene tutto ciò che alla fede del mio discorso conferisce:

Di Mercurio espiai le case e ancora/Della madre i sentieri, e della figlia/Primogenita; dove vuol la fama/Che Messene alle grandi Iddie l’agone/Celebrasse dell’inclita Cauconide/Fliade stirpe. E d ammirai poi come/D i Pandione il figliuol mortale Lico/Tutti in Andania veneranda i riti/D’Attica stabilisse.

Questo epigramma dimostra, che Caucone discendente di Flio venne in Messenia, e dimostra ciò che a Lico appartiene, e che la iniziazione ne’ tempi antichi si celebrava in Andania. [6]”

Demetra, Museo del Prado, Madrid;

Su tutto questo ci tornerò ma ora è importante notare che Andania è geograficamente attaccata ad Ecalia (poco più di un km di distanza li divide). Ecalia è il nome della moglie di Melaneo[7] che pare fosse abile arciere e figlio di Apollo e che significa “casa della farina” cioè un epiteto di Demetra. Ad Ecalia infatti c’era un bosco detto Carnasio pieno di cipressi e di statue di “Numi”[8] – come Apollo Carneo, Mercurio con un ariete, Proserpina (figlia di Cerere) e tante altre cose che Pausania si rifiuta di rivelare per devozione alle dee. Nel bosco si svolgevano i sacri riti in onore delle dee, che cominciavano con dei sacrifici in onore di Eurito[9], padre di Melaneo, le cui ossa erano conservate in un’urna di bronzo.

b)      Lico ed Apollo:

Lico è molto legato ad Apollo. Si pensi che il Liceo di Atene è così chiamato in suo nome e da lì Apollo stesso prende il nome “Liceo” perché quel luogo gli era sacro e scacciò i lupi: “Il Licèo prese tal nome da Licio figliuolo di Pandione e si è creduto

Apollo Liceo

sacro ad Apollo sino a ‘dì nostri, ed ivi per la prima volta il Nume venne nomato Licio[10]” e che “I Sicionj dicono che, sendo le greggie così infestate dai lupi, che non ne potevano ritrarre alcun frutto, Apollo indicò un luogo dove giaceva un legno secco, ed ingiunse loro, che mescessero colle carni la corteccia di quel legno per le bestie, appena queste la gustarono, caddero morte. Il legno di cui si parla stava nel tempio di Licèo, qual albero fosse neppure gli eruditi Sicionj san dirlo.[11]”

Quindi secondo Graves se ad Egeo si ricollega il culto della capra (αἴξ=capra), a Lico si collega il culto dei lupi e infatti ogni ateniese che uccideva un lupo era costretto a seppellirlo con una pubblica sottoscrizione[12]

Lico inoltre aveva il dono della profezia (dono di Apollo per eccellenza), e profetizzò che se i Messeni avessero tenuto un certo segreto sui Misteri della Grande Dea avrebbero tenuto le loro ricchezze altrimenti le avrebbero perse:

“Imperciocché tenevano i Messenj qualche cosa in segreto, la quale se fosse scomparsa avrebbe tirato seco l’eterna rovina della Messenia, se poi si fosse custodita ,la profezia di Lico figliuolo di Pandione prometteva che i Messenj avrebbero un dì ricuperato il loro paese – Aristomene , come colui il quale conosceva tal predizione, tosto che si fece notte la portò seco , e giunto nel luogo più solitario dell’Itome seppellì in quel monte Giove abitatore d’Itome, e· gli Iddìi che fino a quel momento aveano salvato i Messenj, riputando che sarebbero rimasti custodi del deposito, e non avrebbero dato in potere de’Lacedemonj la sola speranza del ritorno pe’Messenj [13]”.

Così incisero tale segreto su un foglio di stagno e lo chiusero in un’urna poi seppellita tra un tasso ed un mirto in cima al monte Itone. Epaminonda il Tebano disseppellì quest’urna quando restitutì ai messeni il loro antico splendore:

“Epitele come si fu fatto giorno ito nel luogo indicato, scavando, trovò una idria di bronzo, e portatala subito ad Epaminonda, narrogli il sogno; e l’esortò che tolto egli stesso il coperchio osservasse ciò che dentro vi era. E colui dopo avere sagrificato e pregato il sogno apparso aprì l’idria; apertala vi trovò stagno battuto finissimamente che era involto come i libri; ivi era scritta la iniziazione delle grandi Iddie . Questo era il deposito di Aristomene. Quello poi che comparve ad Epitele, ed Epaminonda mentre dormivano dicono, fosse Caucone, il quale da Atene andò in Andania a Messene figlia di Triopa. [14]”

Epaminonda interrompe il dominio di Sparta

[1] Dizionario Etimologico della Mitologia Greca (DEMGOL) dir. da Ezio Pellizer
[2] Graves ibid. 94,f
[3] Graves ibid. 94,f
[4] Pausania IV 1 4-5
[5] Pausania ibid. II 4 e segg.
[6] Pausania IV 1 4-5
[7] Μελανεύς – Arciere figlio di Apollo e padre di Eurito, fondatore della città di Ecalia in Messenia, dal nome della moglie (Pausania ibid. IV 2 2; IV 33 5).
[8] Pausania ibid. IV 33 5-6
[9] Pausania ibid. IV 3 6;
[10] Pausania ibid. I 19 4
[11] Pausania ibid. I 9 7
[12] Scolio ad Apollonio Rodio II 124 – in Graves 94,1
[13] Pausania IV 20 2
[14] Pausania IV 26 6

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