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23 – La spiritualità di Gerusalemme

23 – La spiritualità di Gerusalemme

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Volevo dire una cosa su Gerusalemme.

A Gerusalemme, nonostante l’enormità dei fatti lì avvenuti e il peso che gli si dà a livello politico e religioso, tutto è a misura d’uomo. Ogni abitante, ogni pellegrino, ogni casa, ogni struttura, ogni chiesa è arrivabile, non ha nulla di straordinariamente trascendentale ma è lì.

Come te, sei lì allo stesso modo.

E come te Gerusalemme vive e muore, ama e odia, caga e piscia, ma mette da parte ogni cosa per ricordarsi del divino.

Perciò Gerusalemme ti comunica che il divino è insito nell’umano e che tutti noi abbiamo un potere enorme non fuori da noi, non nelle cattedrali, non nelle opere di grande ingegneria né di strategia politica, ma semplicemente in ciò che ognuno di noi pensa e fa.

Questo significa che tutti i soldati, gli scontri, i controlli, il fanatismo, gli sguardi di odio e di estasi, i voti e le preghiere, le politiche mondiali e le risoluzioni dell’Onu su e per Gerusalemme sono tutte frutto della volontà di noi singoli esseri umani.

Non c’è una volontà divina su Gerusalemme ma è il divino che è in noi che si concentra per convenzione su quella città creando degli eccessi e degli scompensi.

Ecco cos’è la spiritualità di Gerusalemme.

Quella Spiritualità che potremmo dedicare a noi stessi e al nostro prossimo ovunque ci troviamo se ci ricordiamo che il Cielo è anche fuori dalle chiese e la Terra con i suoi doni è anche nel nostro giardino.

Tutto il resto sono solo stronzate.

 

 

 

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