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20 – Assim: il potere del sacrificio

20 – Assim: il potere del sacrificio

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Per raccontarvi Assim mi serve un’ultima cosa.

Un’altra storia di questo mondo fatto per chi lo vive e lo ascolta.

Una storia di un arabo e di un ebreo.

Per farlo mi serve il vento caldo che ci sorprende in primavera.

Quello che anticipa le estati e ci porta sabbia e ricordi.

Chiudo gli occhi. Eccolo.

 

 

Souad Massi

Raoui – راوي  –  Storyteller – Cantastorie

يا راوي حكي حكاية – Oh storyteller tell us a story – O cantastorie, raccontaci una storia

مادابك تكون رواية – Make it a tale – rendila epica

حكي لي على ناس الزمان – Tell me about the people of old – raccontami delle antiche genti

 

 

Il dito indice saltella su ogni punto del suo corpo.

Il dito è meno frenetico del suo sguardo.

«Mi hanno colpito qui, qui, qui, qui..Quei bastardi mi hanno pestato dappertutto porca puttana, understand?»

Il suo frenetico intercalare è continuo.

«Understand?» – mi chiede per l’ennesima volta.

Siamo in mensa. Parlare con Ariel mi sfianca.

Mi sta raccontando di quando durante il servizio militare lo hanno pestato.

Ariel ha appena finito di lavorare ai giardini ma ha sempre lo sguardo frenetico. Umano, profondo, ma frenetico.

È schizzato. Si è fottuto con le droghe.

«Understand?» – continua a ripetermi angosciante.

 

حكي لي على ألف ليلة وليلة – Tell me about 1001 Nights – parlami delle 1001 notte

وعلى لنجة بنت الغولة – And about Lunja daughter of the Ghoul – e dimmi di Lunja figlia del Ghul

وعلى ولد السلطان – And about the son of the Sultan – e dimmi del figlio del Sultano

 

Ariel in mensa ha appena avuto una discussione con uno dei boss del kibbutz.

Il boss del kibbutz in mensa ha alzato la voce, gli urlava in faccia davanti a tutti.

Ariel ululava con gli occhi ed è venuto a sedersi di fianco a me.

«Understand?!» – mi ripete urlando.

Ariel non è cattivo.

Ariel è di quelli nervosi, nevrotici.

Di quelli che se sbagli battuta ti appende, di quelli che se sbaglia vita ti apre in due col coltello quando lo incroci per sbaglio e nemmeno lo conosci, di quelli che se riceve amore diventa un santo.

Così la vita. Così gli uomini.

 

حانجيتك مانجيتك – I’m about to tell a story – Sto per raccontare una storia

دنا بعيد من هادي دنيا – We’ll be far from this world – che ci porterà lontano da questo mondo

حاجيتك ماجيتك – I’m about to tell a story – Sto per raccontare una storia

كل واحد منا في قلبه حكاية – Everyone of us has a story in his heart – Ognuno di noi ha una storia nel proprio cuore

 

«Se tu mi urli in faccia io divento una bestia! Io ti ammazzo con queste mie cazzo di mani!» – Continua a ripetere Ariel mentre i suoi occhi sgranati cercano un nemico, quasi folli.

«Cazzo, Dio, merda! Nessuno mi deve urlare in faccia altrimenti lo ammazzo cazzo! Dio! Cazzo!» – più si incazza più gli sale, più gli sale più punta il dito al mondo.

Con quel dito puntato tutti ci sentiamo sotto il suo mirino.

Lo portiamo fuori fingendo che non sia successo nulla.

In sala già si vociava troppo.

Ariel mette il nervoso a chiunque.

«Mi ricorda quando ero militare e quei pezzi di merda mi urlavano in faccia! È una cosa che mi fa uscire di testa! Di testa!» – grida.

«Understand!?» – ripete incazzato.

 

حكي وانسى بلي احنا كبار – Narrate and forget we’re adults – Racconta e dimentica che siamo adulti

في بالك رانا صغار – In your mind we’re young – Immagina che siamo ancora piccoli

 

Ariel ripete di quando durante la leva il capitano gli urlava ed urlava finchè lui non l’ha sbattuto a terra ferocemente.

«L’avrei ammazzato cazzo! Nessuno mi deve urlare in faccia! Cazzo!»

Si è fatto mesi in cella di isolamento per questo ma prima lo hanno pestato per l’irriverenza.

È schizzato come una scintilla.

Le droghe in Israele. Un capitolo a parte.

La storia di Israele. Un capitolo a parte.

«Mio nonno era un soldato, mio padre era un soldato, mio fratello è un cazzo di soldato nei corpi speciali! Noi siamo una famiglia di soldati! Anche io sono un soldato! Il mio corpo è un corpo da soldato! Non mi devono fare incazzare!» – continua a puntare il suo indice ovunque.

«Understand?! Understand!?»

Sì. Capisco.

Ariel spaventa.

Ariel fa pensare a come schizza il cervello se prendi droghe.

Nel Kibbutz non è ben visto per questi motivi.

È un borderline.

Mi allontano da lui, è troppo pesante.

Quando finisco di parlare con lui è come il primo respiro dopo che hai ingoiato acqua di mare.

Vedo Assim arrivare. Respiro.

Mi vede vicino ad Ariel. Respiro.

Si avvicina per salutare. Respiro.

Assim lo sente frenetico. Respiro.

Assim ci sorride e si allontana.

Non so perché ma mi viene in mente una storia che Assim mi aveva raccontato la settimana prima senza farmi nomi.

Ora però il mio sguardo cuce insieme Ariel e Assim.

Ho un’intuizione. Tutto torna.

Ecco la storia.

 

حانجيتك مانجيتك – I’m about to tell a story – Sto per raccontare una storia

دنا بعيد من هادي دنيا – We’ll be far from this world – che ci porterà lontano da questo mondo

حاجيتك ماجيتك – I’m about to tell a story – Sto per raccontare una storia

كل واحد منا في قلبه حكاية – Everyone of us has a story in his heart – Ognuno di noi ha una storia nel proprio cuore

 

Un giorno Ariel va al laghetto.

Ci va insieme a degli amici.

Ariel il giorno stava fumando come una merda.

Quel giorno si era fatto tardi.

Quel giorno gli amici di Ariel tornano a casa e lo lasciano da solo.

Quel giorno Ariel si presenta fumato come una merda in casa di Assim, era completamente fuori di testa.

Assim gli ha aperto e gli ha offerto da bere e da mangiare.

Come fa sempre.

«Arriva in casa, non l’avevo mai visto prima perchè era tornato dal militare dopo anni… – mi raccontava.

 

حكي لنا على الجنة حكي لنا على النار – Tell us about heaven and hell – Narraci del Paradiso e dell’Inferno

على طير عمره ما طار – About the bird that never flew in his life – e di quell’uccello che mai volò

فهمنا معانى الدنيا – Make us understand the meaning of the world – Facci capire il senso del mondo

 

Ariel però quel giorno non aveva freni.

Aveva cominciato a raccontare esaltato le cose che faceva da militare, soprattutto le cose che faceva agli arabi.

«Mi diceva cosa faceva alla mia gente alle perquisizioni. – continuava Assim – Mi diceva cosa faceva alla mia gente ai posti di blocco.»

Assim parlava mimando il gesto di svuotare il suo cuore.

Come se con la mano prendesse un fango invisibile rimasto nel suo cuore e lo facesse uscire fiottante.

Quel sangue non sporcava, né lo buttava verso di me.

Lo buttava alla Madre Terra, chè solo Lei può accoglierlo.

«Non so se lui sapeva che ero un arabo, me lo chiedo ancora se lo sapeva.» – scuoteva la testa Assim.

Il suo viso era corrugato, come le terre prima di sollevare le montagne.

Il suo viso mi chiedeva perché nel mondo tutto questo.

Assim rimase sospeso in una pausa, guardava ancora in terra.

I suoi occhi non riuscivano più a volare, piangevano umiliazione.

Secchi come uno uadi, i fiumi dei deserti, che si bagnano solo quando piove.

«Mi diceva: gli arabi sono delle merde. Senza di noi gli arabi sono nulla, una merda che apre bocca solo grazie a noi, altrimenti nel mondo nessuno li ascolterebbe: bastardi! Lui gridava questo. Lui mi gridava queste cose dopo che lo avevo ospitato e per noi arabi è sacro l’ospite ed è sacra anche la casa che ti ospita!»

Assim non piangeva. Assim non giudicava. Assim chiedeva a Dio perchè.

 

يا راوي حكي كما حكوا لك – Oh storyteller tell it just as they told you – Oh cantastorie, raccontala così come te l’hanno raccontata

ما تزيد ما نقص من عندك – Don’t add anything, don’t leave anything out – Non aggiungere nulla, non togliere nulla

كاين نشفوا على بالك – We could see into your mind – Possiamo vedere nei tuoi pensieri

حكي لنسينا في هاد زمان – Narrate to make us forget this time – Raccontaci e facci dimenticare questo presente

خلينا في كان يا ما كان – Leave us at once upon a time – Lasciaci nel “C’era una volta”

 

Assim rallentò ancora. La notte si fermò.

«Continuava così, non si fermava e ad un certo punto si è addormentato. Lui aveva rotto qualcosa di sacro ma lui era lì a dormire in casa mia…Si era addormentato come un bambino innocente, come un agnello, dopo aver detto quelle cose! – mi disse Assim ancora sconcertato, accovacciato.

«Quel giorno ho pensato di tutto – riprende Assim stretto all’idea di quella morsa al cuore, come solo un essere umano che ha superato se stesso e i propri demoni – mentre lui dormiva quel giorno potevo anche ammazzarlo, farlo ammazzare, potevo fare di tutto, ho pensato di tutto, ma poi mi sono detto questo: se lui avrà mai il coraggio di raccontarlo ai suoi figli, io spero che loro gli chiedano come mai io l’abbia rispettato quel giorno. Io voglio che i figli un giorno gli chiedano perchè io non ho reagito. Io so che un giorno i figli lo guarderanno con gli occhi di chi sa che non sono stato vigliacco. Ecco: quel giorno succederà così. E lui capirà. Ecco, io ho sacrificato il mio onore affinchè lui un giorno capisse.»

Il tempo si ferma. Assim continua.

«È solo con atti di sacrificio, sacrificio d’amore, che un giorno noi arabi ed ebrei torneremo ad amarci»

 

Assim non mi aveva mai detto chi fosse quella persona.

Mi ero sempre chiesto chi potesse essere.

Quel giorno invece Assim mi sfuggiva e sorrideva.

Aveva già capito cosa gli stavo per chiedere.

Era Ariel davvero.

Oggi Ariel si è sposato con una svedese volontaria.

Oggi Ariel ha due figli.

 

 

يا راوي حكي كما حكوا لك – Oh storyteller tell it just as they told you

ما تزيد ما نقص من عندك – Don’t add anything, don’t leave anything out

كاين نشفوا على بالك – We could see into your mind

حكي لنسينا في هاد زمان – Narrate to make us forget this time

خلينا في كان يا ما كان – Leave us at once upon a time

 

Leggi la prima parte di Assim

 

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