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17- Yarden, l’israeliana che conferma la regola

17- Yarden, l’israeliana che conferma la regola

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L’eccezione conferma la regola.

Ogni tanto perdo il senso di questo concetto.

Allora chiedo a qualcuno di spiegarmelo e mi sembra sempre chiaro.

Ho capito, ho capito – dico – ma alla fine mi torna il dubbio.

Ogni volta. Ogni santa volta mi chiedo: cosa significa l’eccezione conferma la regola? È un controsenso!

Finchè ho capito: è una legge che vale solo per noi umani.

 

CRANBERRIES – LINGER

If you, if you could return, don’t let it burn, don’t let it fade.

I’m sure I’m not being rude, but it’s just your attitude,

It’s tearing me apart, It’s ruining everything.

 

“L’eccezione conferma la regola” è infatti un concetto che non ha senso se viene applicato alle Leggi Immutabili della Natura: esistono eccezioni alla legge di gravità? No. Esiste un’eccezione alla composizione atomica dell’acqua o al peso specifico del piombo? No.

“L’eccezione che conferma la regola” è relativa solo alle cose umane. È una regola del paradosso umano.

Ad esempio: dato che nessuno commette un omicidio o che tutti pagano le tasse allora quando qualcuno trasgredisce viene fatta una regola, una legge.

In pratica noi umani siamo costretti ad avere regole, leggi, polizia per colpa di chi le trasgredisce.

In Israele Yarden è l’eccezione che conferma la regola: è la quintessenza della ragazza israeliana ma allo stesso tempo nega e dunque conferma la regola.

«Io odio gli israeliani. Sono dei babbuini del cazzo. Hanno dei modi rozzi. Mi danno fastidio. Odio la gente maleducata» – dice Yarden.

 

 

I swore, I swore I would be true, and honey, so did you.

So why were you holding her hand? Is that the way we stand?

Were you lying all the time? Was it just a game to you?

 

Yarden è gentile.

È smodatamente generosa.

È mora coi capelli ricci.

È molto bella, snella, nella sua calma selvaggia.

E soprattutto è donna.

È quello il suo problema in Israele.

Essere donna, bella e gentile.

Una volta è finita in ospedale per giorni: era in fin di vita perchè il suo ex ragazzo russo la stava soffocando, le stringeva la gola dandole della puttana troia. La voleva ammazzare. Era geloso, lei doveva essere la sua bambola.

Da allora guai ad abbracciarla forte o stringerla al collo.

 

 

But I’m in so deep. You know I’m such a fool for you.

You got me wrapped around your finger, ah, ha, ha.

Do you have to let it linger? Do you have to, do you have to,

Do you have to let it linger?

 

Yarden ha il suo gruppo di fedelissimi amici che la proteggono e la isolano dal mondo circostante come un cordone sanitario, come dei mercenari che rispondono solo a lei.

Yarden va con loro ai rave o ai full moon party nel deserto per agitarsi fino al giorno dopo.

Si prende botte di acido, gli occhi le si spengono, le si allungano le distanze temporali e sociali. L’acido le serve per non stare male, per vivere senza dolore.

Balla per ore, scalza, in canottiera e shorts.

Le parole rave, hardcore e techno sono troppo dure per spiegare le feste dei giovani israeliani: una distesa variopinta di pacifici ragazzi e ragazze che vogliono solo ballare, che se ne fregano, strafatti, sudando la tensione accumulata da generazioni.

Tra loro c’è Yarden. I suoi ricci neri si agitano sciabolando l’aria nella sua danza tecnosciamanica. È in trance mistica.

Il DJ finge di non controllarla, di non godersela a vederla ballare come una tigre legata alla consolle.

 

Oh, I thought the world of you.

I thought nothing could go wrong,

But I was wrong. I was wrong.

If you, if you could get by, trying not to lie,

Things wouldn’t be so confused and I wouldn’t feel so used,

But you always really knew, I just wanna be with you.

 

In Israele mi piaceva chiedere ad ognuno da dove venissero le loro famiglie prima di arrivare in Israele.

«Mi sono rimasti solo due nonni maschi – mi dice Yarden – Entrambi sono scampati all’olocausto. Uno è scampato e non crede più in Dio per quello che ha visto e vive come un vegetale. L’altro è scampato e crede in Dio. È felice. È allegro. Questo nonno felice è turco e si era sposato con una donna greca. Ci crederai o no ma un turco che sposa una greca è come un ebreo che sposa una donna araba. Se superi certi odi superi tutto. E sopravvivi. E rinasci. Ma io odio Israele e la cultura del macho rude. Odio Israele e la polizia e tutti i controlli del cazzo per ogni cosa. Odio l’esercito. Odio gli eserciti.»

 

But I’m in so deep. You know I’m such a fool for you.

You got me wrapped around your finger, ah, ha, ha.

Do you have to let it linger? Do you have to, do you have to,

Do you have to let it linger?

 

Quando Yarden era una soldatessa era sempre in prigione. Lei e i suoi amici erano pacifisti, amavano le droghe e ballare.

«Quando ho fatto il soldato ero sempre in prigione. Odio le urla, odio gli ordini, il comando insensato. Non facevo mai quello che mi dicevano, perché io volevo sempre una spiegazione. Non me la davano e allora non ubbidivo. Mi sbattevano in prigione. Noi ebrei siamo arroganti e maleducati. Ci odiamo tra di noi e per questo non riusciremo mai a fare la pace con altri popoli. E gli arabi non sono da meno. Anzi, forse sono peggio.»

 

And I’m in so deep. You know I’m such a fool for you.

You got me wrapped around your finger, ah, ha, ha.

Do you have to let it linger? Do you have to, do you have to,

Do you have to let it linger?

 

Spesso incontravo Yarden con lo sguardo perso, ma dolce.

Una sofferenza sottocutanea le provocava terremoti invisibili. Il suo sguardo si perdeva tra i suoi capelli ricci e le dosi di LSD. Si faceva di acido anche negli orari diurni e lavorativi. Voleva fuggire via da Israele perché si sentiva incompresa ma non se ne andava perché fuori si sarebbe sentita sperduta:

«La polizia mi ha segnato. Se mi ribeccano finisco in prigione. Questa volta in quella seria.»

 

And I’m in so deep. You know I’m such a fool for you.

You got me wrapped around your finger, ah, ha, ha.

Do you have to let it linger? Do you have to, do you have to,

Do you have to let it linger?

 

Solitamente i poliziotti sono la via di mezzo tra civili e militari ma in Israele la polizia è una cosa diversa, un organo implacabile e spietato soprattutto coi giovani che prendono droghe.

Se un ragazzo israeliano prende droghe significa avere un soldato in meno e venire meno alla protezione del tuo paese. Chi prende droghe delinque perché non è presente al patto sociale.

«I peggiori sono quelli che ti vendono, che dicono alla polizia che fumi o che prendi droghe. Quei bastardi allora ti prendono, ti fanno le analisi e ti fottono. Ma chi parla, chi ti ha sputtanato, viene sempre scoperto e viene sempre accoltellato.»

Yarden e tutte le persone come lei, ti colpiscono perchè non possono fare a meno di essere gentili.

In realtà era questo il suo dolore.

Poteva parlare male del suo popolo e di chiunque altro, ma stava male solo perché non poteva fare a meno di amare.

«Gli arabi e i russi fanno più schifo di tutti» – mi diceva, ma io sapevo che non era così.

Perché non agiva così. Dava molto, dava subito: offriva, sorrideva, ti ascoltava, si premurava di chiunque. E subito cercavano di prenderle tutto.

Nessuno sapeva gestire la sua bellezza e la sua gentilezza.

«Sei fortunato ad avere conosciuto Assim, il beduino. – mi aveva detto – È una grande persona. Fai bene a fregartene se ti dicono di non uscire con lui. Lasciali perdere sono solo delle scimmie che si odiano. È meglio la fredda gentilezza di voi europei che avere a che fare con noi».

Ad amore rispondeva amore.

Ad odio rispondeva con rancore, con odio, per sé e per tutti.

Ma la sua prima mossa era sempre di fiducia.

Yarden era bella.

Era anche famosa.

Era famosa per una trasmissione televisiva nazionale.

In televisione era sempre triste. Dal vivo era allegra.

 

You know I’m such a fool for you.

You got me wrapped around your finger, ah, ha, ha.

Do you have to let it linger? Do you have to, do you have to,

Do you have to let it linger?

 

Quando era triste Yarden cantava sempre Linger dei Cranberries. L’aveva registrata in studio e incisa.

Non le ho mai chiesto perché amasse proprio Linger alla follia.

Non le ho mai nemmeno chiesto perché non se ne andasse da Israele.

Sapevo solo che Yarden amava così tanto Israele che avrebbe voluto che sparisse dalle carte. L’esistenza statale e militare di Israele significava aver creato delle Leggi per la convivenza guerresca umana. Mentre per Yarden la convivenza è solo pacifica. Ed è ovvia.

La legge umana invece non impedisce i crimini ma imbruttisce solo le persone oneste e gentili.

Lei ogni giorno era gentile con tutti. Le veniva spontaneo.

Mentre gli umani le portavano via ogni giorno, l’amore.

 

Perciò l’amore di Yarden è l’eccezione che conferma la regola.

Così come l’odio in Israele è l’eccezione che conferma la regola.

Gli ebrei sono sempre vissuti in pace con gli arabi. Nei secoli, nei millenni. Senza confini. Senza stati.

L’esistenza di Israele, la sua potenza militare, è lì a ricordarle quanto gli esseri umani si siano imbruttiti.

È questo che Yarden non sopportava.

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